Compratevi una personalità

Compratevi una personalità

Scrivere è una cosa buffa. Buffissima.
Arriva all’improvviso, uscita da chissà dove l’idea che poi butti giù.
Si dirama come una radice istantanea, come una rapsodia di Ravel, che inizia lenta, alza i toni, si ingarbugliata, si intreccia.
Scrivere è come esplodere, le parole escono immediate, se non le scrivi subito a volte le perdi, come un cerino che non accende il fuoco.
Scrivere. E lasciarsi trasportare dai pensieri in luoghi dove solo tu hai accesso, solo i tuoi occhi vedono.
Ecco perché scegli certe parole piuttosto che altre, stai raccontando un momento tanto intimo e unico da non poter somigliare a niente altro se non al sogno che t’ha inghiottito.
Nessuno può entrare nei sogni degli altri e nessuno potrà mai usare le stesse parole per raccontare una visione, perché se lo facesse, starebbe rubando i sentimenti e le emozioni di un altro.
Non voglio imparare a scrivere, desidero che le mie parole escano così come un delirio improvviso, sgangherato, palpabile e vero, senza metrica, rima, regole. Disordinate, maleducate, spavalde. Voglio fotografare quel repentino spasmo d’anima così come lo sento.
Non voglio briglie. Le regole non possono domare le emozioni e le mie cavalcano indomabili cieli dalle mille sfumature che nessun altro eccetto me, può raccontare.
[©Yelena b.]

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