È sabato, sono le 7.32

È sabato, sono le 7.32
Sono sveglia da un’ora.
C’è qualcosa in me che mi agita, il tempo passa, vedo crescere mio figlio mentre io resto come immobile.
Sono arrivata dove volevo?
In un certo senso, si…
Ho cambiato le mie priorità, amare troppo distrugge, corrode: è come avere in circolo un potente veleno che non agisce in poco tempo, lo fa lentamente, in maniera subdola.
Quando arrivi ad accorgertene è irrimediabilmente tardi, hai cuore e anima avvelenati.
Ti dicono che si può ricominciare, che devi farlo, ma dentro di te sei in pezzi, da quale ricominci?
Io non l’ho fatto, continuo a vedere la desolazione e non riesco a cancellare certe parole, certi ricordi, il dolore, le cose care che mi sono state tolte.
I giorni passano diventando settimane, mesi, anni, rido lo stesso senza che nessuno sappia nulla di me.
Sono un’estranea, piena di passato con il futuro approssimato, che a volte fa finta di sognare ma poi rientra dentro se stessa perché ha solo realtà e nessuna speranza.
Non ho ricominciato… sono sopravvissuta.
E continuo a chiedermi perché mi hai mentito così tanto…
“And when I think of all the things you’ll never know
There’s so much left to say
‘Cos girl, now I see the price of losing you will be my half to pay”

Sto continuando a pagare un prezzo troppo alto per le tue bugie, l’ho meritato perché ti ho creduto.
Sei stato tu il veleno che mi ha reso così, che mi ha tolto tutto.
E quando pagherai, non sarà mai abbastanza.
[©Yelena b.]

È sabato

Ci si nasconde dietro una pagina?

Ci si nasconde dietro una pagina?
Molti lo fanno.
Si tende ad usare le parole di chi sa spiegare certe emozioni, a volte con immagini, gif, cartelli.
Si dissimula se stessi, si copre i difetti, le brutture…
Alcuni tendono ad identificarsi in quello che pubblicano solo per dare una falsa immagine di sé.
Un grande virtuale ritratto di Dorian Gray, non a caso Wilde è il mio autore preferito: conosceva l’animo umano così bene perché conosceva se stesso e le sue debolezze.
Bisognerebbe trovare il coraggio di essere, di mostrare il peggio, in un atto rivoluzionario e spiazzante: la verità, nuda e cruda.
Comporterebbe accettare che ci si ritrova praticamente soli, in un mondo che insegue solo la bellezza dell’effimero, le gioie materiali, l’amore scambiato per uso e consumo.
Non credo mi piacerebbe vestire i panni succinti di questa bellezza utopica e destinata solo a quegli stolti che la cantano estasiati: rimarrò quella fuori dagli schemi, prevalentemente brutta e poco appetibile, quella che al mondo mostra le sue piccole quotidiane fragilità, felice di non assomigliare ad un cliché, ma solo a quello splendido, unico essere spaiato che sarà sempre.
[©Yelena b.]

Ci si nasconde dietro

È la mancanza

È la mancanza di ispirazione a non farmi scrivere… o semplicemente l’inchiostro delle mie emozioni è diventato più invisibile agli altri, ma non a me. Non a me.
[Yelena b.]

È la mancanza

In questa notte

In questa notte
illuminata solo dai soliti pensieri
resto spenta
chiusa
a respirare piano l’aria d’un maggio freddo e spoglio come me
mi fermo dentro questa notte
mai davvero sola
una musica mi avvolge
non sono mai dove mi lascio
non mi ritrovo mai dove mi lascio
è troppo tempo che casa non è più casa
è troppo tempo che io
non sono più io
mi canto
dolce
è che piove
ma nessuno sente
e nessuno sa
Guido per tornare
ma mi trovo in un altrove senza strade
e senza porte
e quella me che torna
non ha più anima
ché non ha braccia a cui tornare
[©Yelena b.]

in questa notte

Non mi trovi cambiata?

Non mi trovi cambiata?
Non ti sembro diversa?
Il mio specchio non mente
nemmeno i miei occhi
mi vedo
mi leggo
sul quel viso stanco ci sono troppe parole
ci sono segni che gli altri vedono come rughe
e non sanno che son solchi che ho nell’anima, nel cuore
dolori che non passano
ricordi che ritornano
impetuosi e distruttivi come burrasche
Ho amato troppo la speranza
ne ho bevuto il veleno fino all’ultima goccia
non sono più io
e non c’è più nemmeno lei
è rimasto un volto che adesso è solo mio
e di quelle rare lacrime che lo accarezzeranno
[©Yelena b.]

non mi trovi cambiata