Perché scrivo

Perché scrivo… a volte me lo chiedo, mi chiedo a cosa serva buttare tutti questi miei pensieri nell’immenso oscuro web. Lo faccio per farmi leggere, in una sorta di ricerca dell’onnipotenza? Per solitudine magari, ma no lei non ha bisogno d’essere esaltata. Forse lo faccio per perder tempo o per riempire i momenti in cui non ho nulla da fare… No, accade. Sembra sciocco o semplicistico come concetto, ma credetemi non è affatto così: sento dentro la tua testa la nascita di un pensiero, come la goccia infinitesimale che apre la breccia all’acqua. Dopo la prima appena dietro, ne arriva un’altra a rincorrerla e poi un’altra e un’altra, insieme diventano un rigagnolo che non si ferma e diventa ruscello, fiumiciattolo, per trasformarsi in torrente, a precipizio. Ecco, è l’esatto momento in cui sento tutto il dolore di ciò che scrivo, tutto il peso. Dovrei smetterla di rivangare ogni volta tutti questi dannati ricordi, sono come enormi sassi accumulati negli angoli bui del cuore, troppo ingombranti per essere gettati altrove, devo tenerli colorandoli con le mie piccole vittorie di vita. La maggior parte delle persone riesce a rifugiarsi in altre braccia, cambiano partner con la velocità della luce, in questo grande take away della vita, dove tutto si può. Io non posso, amare per me è per sempre, qualcosa che di questi tempi non è più contemplato. Non appartengo a questo mondo così consumistico e leggero, mi pesano tutte le parole che dico, le annoto su quegli enormi massi levigati che porto dentro: semmai un giorno qualcuno dovesse entrare a leggerli, ahimè, sarà troppo tardi, probabilmente me ne sarò andata su un isola tropicale, con i miei gatti a godermi il sole.
[©Yelena b.]

perché scrivo

C’era in me qualcosa di indomabile

C’era in me qualcosa di indomabile, mi sentivo un mustang in un piccolo recinto, volevo liberarmi di tutto quello che mi opprimeva il petto…
Volevo correre libera, animata solo dal fiato della passione. I desideri sono infami, la maggior parte delle volte sono miraggi crudeli che insegui per una vita e poi ti spariscono dalla vista non appena li sfiori.
Io ho sfiorato te, bruciandomi inesorabilmente.
Eri un altro mustang, selvaggio e rabbioso, indomabile e infuocato, con dentro la stessa identica passione che mi alimentava.
Insieme eravamo un incendio devastante!
Il mio amore non sarebbe bastato ad alimentare entrambi: sarebbe stato solo sufficiente a carbonizzare me.
[©Yelena b.]

c'era in me qualcosa

Le tante e diverse cose che dimorano in me

Le tante e diverse cose che dimorano in me, abusive e indesiderate, come quei cattivi inquilini, invadenti, aggressivi che nessuna autorità riesce a cacciare, mi logorano, scavando trincee per i ricordi, per gli odori, per le parole.
Mi riportano ciò che preferirei dimenticare, me lo sbattono in faccia, insolenti!
Scelgono sempre quei segreti sentimenti, le sensazioni più forti, le lacrime di fuoco… beffardi e torturatori, incapaci della più misera pietà…
Specchio infame,
chissà con quale macabro gusto mi sottolinei sempre le rughe dove ci ho nascosto l’ultimo sorriso d’amore ch’io abbia mai dedicato…
[©Yelena b.]

Le tante e diverse cose

Dopo tanti anni da sola

Dopo tanti anni da sola, è difficile riuscire a credere ai gesti romantici, non mi emozionano più.
Questo può farmi sembrare fredda e acida… forse lo sono ma non ho più la fantasia di mostrare i miei lati migliori a chi ama la superficie delle cose: amo chi si immerge e pur di scovare in me i pregi e poi decide di restare senza fiato a respirare quel che sono.
Il resto lo fanno tutti.
[©Yelena b.]

dopo tanti anni da sola

Agli uomini non importa di me come persona

Agli uomini non importa di me come persona, mi leggono, ma di ciò che scrivo, preferiscono la parte carnale. Non li biasimo, la superficie è il posto più confortevole dove sistemarsi, è l’andare in fondo alle cose la parte impegnativa, quella scomoda, quella che comporta quel mostro chiamato ‘empatia’.
La carne si soddisfa anche solo con gli occhi mentre nutrire un’anima complicata diventa impegnativo, tanto impegnativo. C’è bisogno di essere attratti psicologicamente, quasi come fosse una dipendenza.
A me non piace la superficie, mi risulta piatta al ‘tatto’ del cervello: mi piace sondare le profondità del pensiero, domando, mi intrufolo.
Amo le porte della mente ovunque esse conducano. Mi esalta rubare le parole, soprattutto quelle proibite, tuttavia mi rendo conto che parlare a qualcuno così, comporta una simbiosi per me letale: ogni singola parola diventa seducente quanto una mano tra le cosce.
Sono una strana donna dai meccanismi complicati… e non credo troverò mai la chiave di questo mio buffo chiavistello… la cosa più buffa? Non voglio che venga trovata.
[©Yelena b.]

Agli uomini non importa

Beati quelli dalla penna facile

Beati quelli dalla penna facile… quelli che scrivono sempre! Io non so dove metterli certi pensieri, scappano via in un momento, sembrano dirmi ‘no, questo no tienitelo per te, custodito in una teca di religioso e prezioso silenzio’.
[©Yelena b.]

 

Beati quelli

Sarà bel tempo in serata

Sarà bel tempo in serata
Fuori.
Anche dicembre si sta consumando, un dicembre di un anno qualsiasi, pare brutto dirlo, ma è così: tutto passa, tutto scorre.
I giorni si rincorrono, le notti trascorrono senza sogni o se anche ne faccio non ne conservo il ricordo, credo sia stata una scelta inconscia del mio cervello, un vano tentativo di spegnere certi ricordi.
Di questo lo ringrazio, mi ha aiutato a dormire, ha chiuso la porta a quella me lasciata indietro, quella che ancora vive a tanti chilometri da qui, in cima ad un monte, l’ingenua che crede alle favole.
Chi sono oggi? Boh, non lo so.
Non ho abbastanza anni per ritenermi saggia e me ne sento ancora troppi per fare quello che faccio.
Mi sono persa da qualche parte, qualche porta fa, quando le aprivo mentre speravo nel famoso ‘portone’. Mi sono arresa alle scelte degli altri perché non potevo farci niente, ho guardato gente andar via e ho imparato a non dire ‘resta, per favore’, ho avuto fiato solo per un ‘vai’ e non ho nemmeno detto il fatidico ‘arrivederci’, non era previsto nessun ritorno.
Chi è tornato non mi ha più trovata.
Eppure ero esattamente là dove mi avevano lasciata!
Non aveva senso riaprire porte chiuse, rivivere qualcosa che era stato malamente interrotto… forse l’ho fatto per dignità o forse perché non sopporto pensare che la gente si sia resa conto di quanto valessi solo dopo.
Io so sempre che valore dare a chi è con me… solo che finisco per essere scontata. Lo accetto. Non sono io ad essere sbagliata, ho un cuore troppo grande e non so riconoscere la malizia delle persone.
Per questo e per tanti altri motivi non ho interesse nel modificarmi o nel ristrutturare la mia anima, ridimensionando le stanze del mio cuore: resto il pagliaccio che sono, la pazza che sono, l’amore che sono, piace a me.
E pochi altri.
‘Sarà bel tempo in serata’
Sorrido.
[©Yelena b.]

sarà bel tempo in serata

La mia è una rivoluzione continua

La mia è una rivoluzione costante. In questi ultimi 10 anni ci sono stati tanti eventi catastrofici, cadute rovinose e grandi riprese, stati d’animo pesanti difficili da gestire e che davvero non so come io abbia fatto a superare.

Oggi mi sento in crescita, mi sento in un certo senso serena anche se non so ancora cosa voglio fare da grande. A 50 anni si dovrebbe essere esattamente dove si è voluto essere, io non so nemmeno come ci sono arrivata. Ho fatto scelte a ‘cuore’ e me ne sono sempre pentita amaramente, in questo istante, guardando indietro, posso dire di aver davvero vissuto solo quando ho fatto scelte ragionate, quando ho capito che un pizzico di ragione avrebbe fatto la differenza. L’ha fatta davvero.

Non sono mai riuscita a mettere quel dannato pizzico nella mia scelta degli amori. Ho amato tanto e d’istinto, finendo nelle storie più pesanti e complicate, negli uomini più assurdi. Ho sempre ritenuto l’amore vero una cosa viscerale, qualcosa di immediato e incontrollabile, che non puoi scegliere: è una scintilla che scatta improvvisa e tu bruci in un secondo netto, non puoi farci nulla.

Succede ancora, anche dopo anni e soprattutto ora che ho deciso di non impegnarmi in altre storie. Gli amici mi dicono che sono una persona unica, che sto sprecando tanto, che là fuori c’è un uomo che può darmi la felicità.

So che hanno ragione.

Il mio cuore è stanco e loro non lo sanno quanto, non sanno quanto dolore porto dentro: vedono una persona che ride e scherza, mi hanno visto piangere una volta, la settimana scorsa.

Mi conoscono da due anni e non so cosa mi abbia preso quella sera, forse era stata la sangria o forse perché ero solo satura di questi maledetti 9 anni. Ho pianto in maniera incontrollata e so che ho pianto per un motivo preciso.

La cosa brutta è che da quella sera non riesco a scrollarmi di dosso la malinconia e la tristezza, mi restano fisse addosso.

Mi guardo allo specchio e penso che certe cose non passeranno mai, che non potrò mai levigare certi segni, che malgrado quanto io ci provi, alcune persone resteranno fisse in me. Mi sono rassegnata ad essere stata la loro vittima, quella a cui si può far male senza pagarne le conseguenze.

Non voglio altri segni e non voglio altre mani, mi nausea l’idea di avere un’altra storia in cui sarei sempre e solo un giochino senza impegno.

C’è qualcosa là fuori.

Voglio sfidarmi a fare cose che non ho mai fatto, come guidare fino a Napoli da sola, sorridere come se niente fosse, cantare in macchina a squarciagola “just like Heaven” o “How soon is now?”… Sfondare le porte del cuore e sradicare certi pensieri neri…

Un altro anno sta finendo.

Domani… Domani… Domani.

[Yelena b.]

la mia è una rivoluzione

Non prego gli uomini

Non prego gli uomini, tanto non serve dimostrare che ci tieni: se non ci tiene anche lui, non farà nemmeno il minimo sforzo.
La maggior parte di loro ragiona a senso unico, ignorando tutto il resto senza sforzi, è nella loro natura.
Esistono le mosche bianche, da qualche parte, sicuramente la parte opposta di dove sono io, ma esistono.
Ne sento parlare a volte e giuro mi sembra di sentir raccontare di elfi, unicorni e stregoni, come se fossero esseri che appartengono ad un mondo magico, fatato.
Sono contenta che qualcuna ne abbia incontrati, risolleva il morale, od almeno alimenta la speranza di vederne spuntare uno all’orizzonte!
Poi richiudo le ali dei sogni, smetto di volare di fantasia e rimetto i piedi per terra in un decoroso silenzio: per ora ho dato e ho pianto, vivendo una realtà diversa.
Non sono nata principessa dalle scarpette di cristallo e salvata da qualcuno, sono nata guerriera di me stessa, scalza, umorale e mi salvo solo da me… agli ‘uomini’ non piace.
[©Yelena b.]

non prego