Le persone giudicano la tua vita di continuo

Le persone giudicano la tua vita continuamente, dalle scarpe al rossetto, dal sorriso al muso.
Hanno metri di giudizio ridicoli, squadrati, pieni di margini e confini e pretendono di mettertici dentro, in una sorta di buona azione nei tuoi confronti, te che secondo i loro beceri canoni, proprio non sai vivere.
Loro sempre ben vestiti e alla moda, tu una povera stracciona, ordinaria e disadattata solo perché non vesti come loro e non frequenti i luoghi dei loro falsissimi culti.
Tu che (santo dio!) ti fermi a guardare quanto sono fighe le foglie d’autunno e le congiunzioni tra luna e stelle, tu che hai 7.000 foto di tramonti nel cellulare, alternate alle foto coi gatti e alle chat con gli amici.
Tu che hai sempre tutti nel cuore mentre loro solo gente che può essere ‘usufruibile’ e a cui affibia solo un posto nella scala delle utilità.
La gente giudica di continuo, mette etichette e odia per poco e soprattutto per sentito dire…
A me piace essere giudicata, ho il pregio di farli parlare di cose che non conoscono e che non hanno.
… Io le ho e me le tengo strette.
[©Yelena b.]

Le persone giudicano la tua vita

Non scrivo pezzi popolari

Non scrivo pezzi popolari, in realtà racconto imbarazzanti verità che mi riguardano e che riguardano molti altri.
Potrei fare pezzi smielatissimi, di smercio sicuro, frasi tanto ‘sdolcinevoli’ da attirare la miriade di illusi che là fuori cercano il romantico…
Invece scrivo per l’altra metà, quella che beve caffè amaro, si srnte sempre fuori posto e ha smesso di sognare.
Scrivo per chi come me ha ricevuto talmente tanti schiaffi da sentirsi anestetizzato e navigato, col cuore abbozzato e l’anima a brandelli, quelli che ricominciano ogni giorno malgrado i cocci sparsi ovunque.
Scrivo di quell’amore maltrattato, confuso e bistrattato, quello vero che non è mai stato capito.
Quanti siamo?
Tanti, invisibili ai più, mischiati nelle metro, persi nella folla, tutti insospettabili sconosciuti pieni di amore che nessuno vuole.
Si, scrivo per noi dimenticati da ogni dio che abbiamo smesso di pregare.
Millemila trasandati emozionali che nascondono le lacrime dietro tanti ‘sto una favola’ ma restano zitti troppo a lungo vittime dei ricordi.
Non scrivo solo per me, scrivo per voi quello che resta quando il giorno finisce e la musica pure, mentre le nostre mani vuote restano piene.
Si.
Scrivo per noi.
[©Yelena b.]

Non scrivo pezzi popolari

Nessuno ama gli scarabocchi come te

Nessuno ama gli scarabocchi come te
non hai tratti d’artista,
non sei disegnata bene
sei uscita così, tratteggiata, discontinua, piena di cancellature
Nessuno segue le linee incerte come la tua
esteticamente non sei bella
Hai solo una linea bellissima
che non usi più
quel sorriso, dolce e timido,
solare e malinconico
quasi bambino…
Chi lo vede là, ormai perso ormai tra i garbugli e le cancellature
le delusioni e le tratteggiature
Ci vorrebbe qualcuno strano,
discontinuo come te
ferito come te
Ci vorrebbe, si…
Oh illusa…
I miracoli per te non ce ne sono mai stati
Resti tu e i tuoi errori
I tuoi tramonti
E tutte quelle belle parole che non usi più
[©Yelena b.]

Nessuno ama gli scarabocchi

Quanti anni hai oggi?

Quanti anni hai oggi?
Non parlo di quelli anagrafici, parlo di quelli dell’anima, quelli in cui hai respirato più forte e il cuore è impazzito.
Quelli in cui sono entrati tutta l’emozione e tutto il terrore dell’essere innamorati, ma di non essere mai state davvero amate da nessuno.
Quanti anni si sono nascosti nei ricordi più brutti o in quelli più belli?
Guardandoti ora sapresti amare ancora o preferiresti restare invisibile a tutti, così tranquillamente ignorata?
Elemosinare…
Chiedere…
Implorare…
Ti fossi mai accorta di quanto fossi inutile ai loro occhi, tu sempre disponibile, così carente e bisognosa di affetto e tanto invisibile agli occhi di chiunque.
Invisibile…
Ora non è male, dopo tutto.
Ci si abitua e ci si lascia abbracciare dalla solitudine, ci hai convissuto tutta la vita, è l’unico mostro magnanimo che conosci.
Quanti anni hai oggi, dopo tutto questo tempo in cui hai sbagliato strade e sei caduta?
Oggi che hai capito che tutti gli altri ti hanno sempre mentito?
[©Yelena b.]

Quanti anni hai

L’affetto è il regalo più prezioso

L’affetto è il regalo più prezioso, quello più potente: riesce a guarire strappi che nessuno vede, nessuno sente, nessuno sa. Rimette a posto le macerie e assesta le crepe, a me non servono regali, mi basta quel gesto inaspettato, quel pensiero piccolo che mi viene dedicato spontaneamente, mi fa sentire bene.
Grazie a chi ha dedicato un momento a me… avete compiuto un piccolo miracolo, mi fate tornare a casa.
[©Yelena b.]

L'affetto è il regalo

Non hai più tempo per piangere

Non hai più tempo per piangere
tutte le vecchie lacrime che hai riposto negli scaffali dei tuoi silenzi
Non hai più gli stessi occhi per guardarti con pietà mentre ti rivedi sbagliare
Non ti appartiene più quella piccola misericordia, che conservavi nei giorni di pioggia ma fuori c’era il sole
Non hai più il tempo di sgridare bonariamente la bimba che eri
quella che si rifugiava in un mondo tutto suo, quando quello degli adulti le faceva troppa paura
Non conservi le speranze che ti hanno tolto e nemmeno le vuoi
hai imparato a tue spese
che il maltolto resta tolto
e le lacrime bruciano sempre allo stesso modo
soprattutto se per difesa continui a coprirle con un ‘va tutto bene è solo un sltro giorno di ordinaria mancanza’
[©Yelena b.]

Non hai più tempo per piangere

Chissà cosa avresti voluto fare

Chissà cosa avresti voluto

Chissà cosa avresti voluto fare
mentre tremavi di paura
piccola e infinitesimale
in mezzo a tutti
fingendo sicurezze mai avute

Chissà cosa vedevano gli altri
di quei tuoi buffi turbamenti
ben nascosti e silenziosi
di quanto acerbe fossero le tue labbra
e quanto potenti i tuoi terremoti d’anima
tu così fredda e cheta
dai sorrisi timidi mai davvero esplosi

Chissà se quello che ti ha portato via tutto questo, ha capito il prezioso dono che gli hai fatto
l’amore di cui ti ha depredato
la distruzione che ne ha fatto!

Di te restano un mucchio di rughe
tutte concentrate in un unico solco di cuore che vedi solo tu.
[©Yelena b.]

Ritrovare il mio migliore amico

Ritrovare il mio migliore amico di quando ero alle superiori mi ha reso così felice!
Mi stanno venendo in mente ricordi che avevo perduto, di risate, uscite, cazzate…
Mi è mancato averlo accanto durante questi anni, parlavamo di ogni cosa, avevamo passioni comuni, non mi sono mai sentita a disagio con lui, tanto da ritenerlo il fratello ideale, perché me lo ero scelto.
Avrei voluto poter alzare il telefono ogni volta per dirgli ‘ehy, sto per fare l’ennesima cazzata… vieni a prendermi!!!’, sicura che sarebbe volato da me, col suo sorriso e la sua ironia e mi avrebbe detto ‘scema, dai, andiamo a farci una vasca a Baleniere!’
Mi è mancato.
Mi è mancato quel periodo spensierato della mia vita in cui non conoscevo chi ero, ma soprattutto chi ancora non ero.
Tra tutti continuavo a non avere la consapevolezza di me stessa, del mio aspetto, sempre insicura e fuori posto.
“Sei sempre bella come allora?”
Mi ha detto.
Avrei voluto chiedergli “perché, lo ero davvero?”… non l’ho fatto: avevo paura che mi avrebbe risposto di si.
[©Yelena b.]

Ritrovare il mio migliore amico