Vivere con un gatto

Vivere con un gatto vuol dire avere come inquilino un Re.
Vi siete mai soffermati ad osservarli?
Sono esseri incredibili, sono perfetti.
Madre Natura li ha progettati per essere incredibili.
Ho avuto la fortuna di condividere la mia vita con molti felini, mi sono sempre affezionata a loro tantissimo e mi sono accorta di avere avuto con tutti, un rapporto speciale.
Ogni gatto è diverso, hanno il proprio carattere, pur mantenendo alcuni tratti comuni, come la mania delle scatole.
Da piccola mi regalarono un micino totalmente cieco a cui (almeno così mi racconta mia madre poiché non lo ricordo tantissimo) riuscivo a far fare quello che volevo.
Avevo una scatola di scarpe con dentro pezzi di stoffa tagliati e che usavo come lenzuolini, il micio era mio figlio e io lo mandavo a letto, rimboccandogli le coperte. Il gattino obbediva!
Si faceva mettere dentro la scatola e coprire amorevolmente. Non ho mai fatto male agli animali, li amo troppo.
Crescendo ho continuato ad adottar gatti, pur sapendo che il loro destino, spesso, è di morire prematuramente. Un gatto libero rischia sempre, i pericoli sono tantissimi, la cattiveria degli umani rappresenta il pericolo peggiore.
Ed è un vero peccato, ovvio ci perdiamo noi, di gran lunga.
Un gatto dona cose che fanno stare bene.
Un recente studio ha scoperto che la frequenza delle loro fusa è per noi un calmante naturale; accarezzare un gatto, abbassa la pressione arteriosa; vivere con un gatto è vivere in armonia con se stessi.
Un gatto vi sceglie e resta non per la casa, ma anche per voi.
Attualmente vivo con tre splendidi felini, due femmine e un maschio; delle due femmine, una è scontrosa e poco restia a farsi coccolare, ma lo capisco: ha sofferto di attacchi epilettici per tanti mesi e un po’ l’hanno cambiata. Io la coccolo lo stesso, perché sappia che per me non è cambiato niente. La femmina più grande è la coccolona cicciottosa di casa, data la sua paffuta pancetta, pesa penso più di 5 chili, ma questo non mi impedisce di premderla in braccio lo stesso, tanto lo so che le piace!
Poi c’è Billo.
Lui è un’altra cosa, noi siamo legati da un filo invisibile: pure con 50° lui mi dorme addosso, a volte sa quando ho bisogno di essere rassicurata e allora mi si accoccola vicino, guardandomi con quei suoi occhi meravigliosamente grandi.
Tutti pensano che io sia sola perché non ho un compagno di vita, ma non comprendono che l’amore non è solo fra le persone: il vero amore sta nell’anima di tutte le cose che ci circondano, ma non troverete mai amore più puro e incondizionato, di quello di un essere fiero e speciale come un gatto.
Se ce l’ho fatta a superare certi ostacoli è anche merito loro, che sornioni, hanno riempito parte dei vuoti che avevo.
Mi hanno insegnato a dosare la tenerezza e a riservarla solo a chi la merita.
[©Yelena b.]

Vivere con un gatto

Non mi chiedo più se si sarà un uomo

Non mi chiedo più se ci sarà un uomo per me, ho passato la fase ‘elemosina’, preferisco pensare che succederà: il destino ci organizza gli incontri quando vuole.
Il problema siamo sempre noi, troppo oberati di paure, troppo segnati dal passato e dagli altri. Mi sono resa conto che se qualcuno vuole restare, prima deve togliermi il terrore o non credo funzionerà: per fare questo ci vuole troppo amore.
[©Yelena b.]

Non mi chiedo

Mi hanno chiesto ‘ma tu sei una scrittrice?’

Mi hanno chiesto ‘ma tu sei una scrittrice?’
Non credo.
Io immagino, io sento, io scrivo quello che le emozioni decidono.
Forse traduco soltanto un linguaggio che parte senza parole dal cuore e poi arriva all’improvviso alle labbra, finalmente comprensibile.
Forse non scrivo e forse non traduco… ma di una cosa sono certa, sento. Tutto.
E mi lascio sopraffare dalla meraviglia.
[©Yelena b.]

Mi hanno chiesto

A loro viene facile riempirsi di parole

A loro viene facile riempirsi di parole. Si trovano ovunque, spesso smerciate a poco, svendute come un oggetto in saldo nella vetrina dell’apparenza.
Costano poco in fondo, quando son pubbliche, regalate a mazzi, svalutate.
Loro le scelgono già pronte, surgelate, da mettere nel microonde della loro vita in vetrina, quella che non somiglia nemmeno lontanamente alla loro vita vera.
Già, perché di autentico in tutto questo smercio, non vi è nulla, se non il teatro delle maschere, il culto del sembrare, la religione del dio profilo. E allora tutto fa apparenza, dalla foto d’autore alla frase scelta perché s’avvicina all’immagine smaltata a cui si è scelto di assomigliare.
Essere è maleducato e fuori moda, una scelta impopolare, da sfigati.
Forse mi dovrei ristrutturare l’immagine anche io, sti piedi scalzi e st’aria spettinata, mi fanno sembrare una povera sbandata, senza stile, mai allineata… sempre in ritardo.
Quella che si beve la sua birretta e si mangia il suo sushi; quella che si fa il suo spritz rivisitato, tre parti di vino bianco e una di succo d’arancia rossa; quella del ‘senza caffè non si comincia’; quella dai pensieri incasinati come un nido di gabbiani.
Cambiare, provare altri panni… no, grazie.
Mi allaccio il cuore con gli stessi fili di seta con cui decoro questi miei voli di parole: ad ognuno corrisponde un colore, eppure, ognuno ha sempre pa stessa tonalità della passione che mi governa.
Intingo sempre i sentimenti in questo rosso acceso e sorrido: a voi serve un’ispirazione, io sono troppo incasinata a vivermi, in tutte le mie sfaccettature.
È per questo che io vivo a braccio, voi di specchio riflesso.
[©Yelena b.]

A loro viene facile

Tu sei forte Ale

Tu sei forte, Ale

No, non lo sono. Vado avanti dicendo che domani sarà meglio, se non lo sarà fa lo stesso.
In realtà sono una bimba di 5 anni che non è cresciuta e che si gode le cose che non ha vissuto.
Così mi emoziono forte e non do il tempo alla paura di uccidere questo mio piccolo spirito infantile… mi ha reso più felice e più leggera.
Non volo altissimo, non sono ancora capace!
Vorrei che tu capissi amica mia, che siamo tutti un prato di fiori apparentemente tutti uguali, tutti spaventati ma siamo là, ognuno con un particolare che lo rende invece diverso, e su ognuno di essi si posano le api, le farfalle e una miriade di altri piccoli animaletti…
Si ‘sporcheranno’ della diversità di ognuno: sarà quel polline a finire su altri prati e vuoi sapere che c’è di straordinario?
Altri fiori nasceranno, e saranno tutti figli nostri.
[2017©Yelena b.]

Tu sei forte

Non credo ti capiti come capita a me

Non credo ti capiti come capita a me di sospirare quando senti una delle ‘nostre’ canzoni.

Non credo che ti capiti di avere all’improvviso un ricordo nostro che ti riempia la testa e ti lasci un po’ imbambolato, preso dall’emozione.

Non credo che a notte fonda a volte ti capiti di svegliarti perché hai sognato me.

Non credo ti capiti di raccontarmi quello che fai, immancabilmente ogni minuto, per tenermi con te, mentre guidi, mentre vivi.

Non credo ti senta solo, come capita a me a volte.

Tu sai ricominciare senza le cose, le persone, i luoghi, sai troncare benissimo, tanto nessuno è mai davvero importante.

Io invece sono radice. Resto, nelle intemperie più terribili, nei terremoti, cerco di contenere le frane. Potano la pianta, la tagliano fino a rasentare il terreno ma io rigermoglio, imperitura.

Solo tu sei stato velenoso, per colpa tua ho quasi finito per seccare, ma sono ancora qui.

Torni sempre, come il mare sulla sua spiaggia, è bello lo stesso farsi toccare, devastante ma meraviglioso, non più mortale.

Ho solo ingurgitato abbastanza veleno da non morire più… abbastanza cattiveria da esserne immune.

So che non ti capita. Non importa, tra noi l’amore che portavo era l’unica cosa che ci teneva in piedi, il tuo era troppo in basso e troppo a disposizione.
[©Yelena b.]