Sai vedere il dolore che non mostro?

Sai vedere il dolore che non mostro?
Ti va di entrare a guardare le macerie che nascondo e i silenzi che vi abitano?
Ho ricordi come sassi che non sposto più nei luoghi remoti della mia memoria
ma li lascio in vista
come monito
devono essermi d’esempio
a non commettere altri sbagli
a non fidarmi
nemmeno di te…
Allora te lo chiedo lo stesso
ti va di rammentarmi com’è essere amati?
[©Yelena b.]

Sai vedere il dolore

Ieri sera sono uscita in terrazza

Ieri sera sono uscita in terrazza per un attimo, l’aria era piuttosto fredda, ormai la calura estiva ha lasciato il posto a temperature più basse e ottobre si avvicina veloce.
Ultimamente sento il peso dei problemi, a volte trovo insopportabile restare sola a pensare al ‘futuro’, sento l’ansia di tutti quei ‘come farò?’ potente.
Ogni tanto mi prende anche qualche attacco di panico e allora respiro profondamente, deglutendo: sento il bisogno di ridere, forte, misto alla grande voglia di spaccare tutto.
Non piango.
Non so perché.
So commuovermi, ma non so più piangere per sfogo, non so dove siano finite le mie lacrime, a forza di reagire ho perso la capacità di farlo.
Eppure sono fragile, sottilissima come il cristallo, ancora piccola e sperduta come una bambina. So che da qualche parte, oltre la spessa corazza, in un altrove nascosto dentro di me, ho ancora un briciolo di tenerezza insieme ad una fioca piccola speranza.
Le nascondo alla consapevolezza, nel banale misero tentativo di credere che qualcun altro le trovi, ne faccia tesoro e mi ami davvero.
In fondo l’illusione è ancora una droga e malgrado mi sia disintossicata, la voglia d’amare ancora c’è. È sempre e solo male indirizzata.
[©Yelena b.]

ieri sera sono uscita

Ho aperto questa pagina per dire le cose che tengo dentro

Ho aperto questa pagina per dire le cose che tengo dentro.
Ho aperto questa pagina per bisbigliare segreti e pensieri nell’immenso mare sconosciuto dell’animo altrui.
Credo di averlo fatto solo per ritrovarmi in qualche modo al centro di me stessa e invece mi sono trovata naufraga nel cuore spietato della tua crudeltà.
Avrei potuto salvarmi, ma sono affogata.
Se mi cerchi, potrai trovarmi sulle rive delle mie parole, aggrappata al centro del ciclone delle mie stesse inquietudini, non c’è mappa né bussola: è una rotta distratta, una rotta inconsueta, ai margini dell’immaginario.
Non sono scappata, ho solo scelto di andarmene nell’Isola che non c’è.
[©Yelena b.]

Ho aperto questa pagina

Non traggo mai vantaggio dal mio scrivere

Non traggo mai vantaggio dal mio scrivere, non do un prezzo alle emozioni.
Quando le vedo svendute, mi rattristo…
I tumulti del cuore non portano guadagni, solo squarci non visibili tanto dolorosi: morire affogati in sé stessi è una tragedia che non finisce mai con un applauso.
[©Yelena b.]

Non traggo mai vantaggio

Fermarsi

Fermarsi.
A volte è necessario, a volte a capita.
A volte scegli di non dire altro ad alta voce…
Ma non smetto di parlarmi, non resto mai in silenzio:
il mio cuore fa sempre troppo rumore.
[Yelena b.]

È successa una cosa curiosa ieri

È successa una cosa curiosa ieri: ti ho incontrato negli occhi di un altro.
Buffo, vero? È decisamente uno strano modo per ricordarmi di te.
Questo tipo aveva il tuo stesso colore di pelle, gli stessi occhi glaciali, le stesse labbra carnose e altri dettagli particolari che ricordo di te: altezza, orecchie, ovale del viso.
Magari eri tu o un tuo sosia…
Ero andata dai colleghi del ristorante di fronte per chiedere se avessero una bustina di tè verde e invece non sapevo di avere un appuntamento con un nuovo scivolone verso te.
Il destino ti ripropone sempre e in ogni dove, quando sono convinta di averti quasi archiviato in un angolo remoto, per lasciarti là a riposare.
L’ho guardato un paio di volte quel tipo, poi la collega mi ha dato la bustina del tè e me ne sono andata.
Ho continuato a lavorare, senza più pensarci.
In macchina, qualche ora dopo, mi sei tornato in mente, mi è tornato in mente che comunque ti riconoscerei ancora ovunque. Credevo facesse più male venire sommersa ancora dalla marea di ricordi che mi porto, qualche tempo fa ero convinta che ci sarei annegata un giorno o l’altro…
La verità sostanziale è un’altra: c’è una diversa me stessa dispersa forse altrove, non saprei dire dove, so solo che c’è e che ogni tanto mi parla, vede con i miei occhi, sente con i miei stessi sensi, ma preferisce non tornare e mi lascia vivere questa piccola nuova vita che ho, risparmiandomi il passato.
Ieri sera l’ho capito, non sei più un peso, lei me ne ha liberato: tutto ciò che conta ora non è dove sei tu, è dove sono IO.
[©Yelena b.]

È successa una cosa

Non è più tempo di batticuori

Non è più tempo di batticuori
né di sospiri
li ho lasciati entrambi sulle rive del tuo cuore arido
Avrei dovuto tornare a cercarli
per goderne ancora, per amare ancora
I minuti son diventati ore, giorni, settimane, stagioni, anni
ogni giorno mi ripetevo a memoria per non perdere i ricordi per me tanto preziosi!
Lo sono stati davvero?
No… e avrei dovuto gettarli in un pozzo invece di lasciar loro ingrigire tutte le mie piccole speranze!
Il dolore plasma e la solitudine lenisce
diventa compagna, amica, consolazione
Non chiedetemi ciò che non ho più
ho finito la fiducia
Io non vi credo
[©Yelena b.]