Sulle ali di un gabbiano

Sulle ali di un gabbiano
in un cielo indeciso e acceso dal tramonto di fine settembre
ho bisbigliato due parole
‘Sono viva’
Un brivido improvviso mi ha imbizzarrito la pelle
Viva…
E finalmente felice.
[©Yelena b.]

Sulle ali di un gabbiano

Le nuvole si ammassano in un indeciso giorno

Le nuvole si ammassano in un indeciso giorno di fine settembre
Cambiano forma veloci, parlano col vento
Alcune sono arrabbiate, altre si gongolano
Eppure non è ancora il tempo per piovere
O forse si?
L’autunno dovrebbe annunciarsi alle foglie
e il giorno ritirarsi
Vorrei sentirmi chiamare da te
con un battito di cuore
nella mera illusione di vivere ancora la primavera
dei nostri giorni di sole
[©Yelena b.]

le nuvole

Vorrei amarti ma non posso

Vorrei amarti
ma non posso
Vorrei fermarmi qui con te, a ridere
ma non posso
potrei innamorarmi del tuo timido sorriso
o delle scuse che trovi per abbracciarmi
potrei restare ferma, in bilico, dentro a quel tuo sguardo ingenuo
e scoprire che sei colpevole quanto me
di questo impulso clandestino!
Sei così fragile
e così dannatamente tenero…
Vorrei sai?
Ignori di me troppa vita
e io non sono un lupo
sono solo un orso con gli occhi da cerbiatto,
un cuore coniglio
e un’anima cucciolo
ho smesso di drogarmi con le illusioni
ora mi cibo di quella schietta realtà che deforma le intenzioni e plasma la solitudine
a forma di serenità.
[©Yelena b.]

Vorrei amarti

Io sono entrata nella tua solitudine

Io sono entrata nella tua solitudine
Non portavo niente addosso ero nuda
L’ho sentita palpitare e fremere sotto la pianta dei piedi, come un passerotto nel nido
Non pensavo sapessi fingere tanto
Mi giurasti che ero l’unica a varcarne la soglia
Lo dicevi a tutte, bisbigliavi a tutte
Una bugia…
Di te mi restano i segni e gli echi di una triste, bieca bugia.
[©Yelena b.]

Io sono entrata

E dimmi, mentire ti ha dato soddisfazione?

E dimmi, mentire ti ha dato soddisfazione?
Ti ha nutrito il cuore?
Tu non hai un cuore, tu hai una smisurata landa desolata annaffiata a rabbia e bugie, un luogo talmente arido dove soffia il vento dell’orgoglio e cresce l’unica pianta che mangi, la presunzione.
Hai bisogno di carezze, ma uno che offre il Nulla come te, quando le ottiene, non le riconosce.
Sei come un vecchio pc, obsoleto, ma bellissimo nella sua aria antica, vintage, collezionabile.
Quelle come me, semmai avessero avuto un sentimento per te, una volta assaggiato l’amaro della tua povera anima, decidono di metterti in uno scaffale della memoria, ci piangerebbero per un po’ lo so, tuttavia, col tempo, imparerebbero a guardarti con gli occhi che meriti.
Un giorno, guardandoti indietro, fra le mille donne che ti sei scopato, ricorderai quella piccola carezza fatta d’amore che hai ricevuto. Quella che hai rifiutato.
La mano che te l’ha data, che conosce a memoria gli spigoli della tua guancia e ancora di più la lama delle tue parole, se ne è andata lontano da te. Sapeva benissimo che non ti avrebbe rivisto, aveva capito quanto inutile sarebbe stato vivere con il tuo vuoto a perdere.
Ci sono scelte che si fanno per salvarsi e a volte, rinunciare al veleno piuttosto che lasciarvisi andare, cambia la vita in meglio.
E adesso dimmi, sei ancora falsamente felice?
[©Yelena b.]

Vivere con un gatto

Vivere con un gatto vuol dire avere come inquilino un Re.
Vi siete mai soffermati ad osservarli?
Sono esseri incredibili, sono perfetti.
Madre Natura li ha progettati per essere incredibili.
Ho avuto la fortuna di condividere la mia vita con molti felini, mi sono sempre affezionata a loro tantissimo e mi sono accorta di avere avuto con tutti, un rapporto speciale.
Ogni gatto è diverso, hanno il proprio carattere, pur mantenendo alcuni tratti comuni, come la mania delle scatole.
Da piccola mi regalarono un micino totalmente cieco a cui (almeno così mi racconta mia madre poiché non lo ricordo tantissimo) riuscivo a far fare quello che volevo.
Avevo una scatola di scarpe con dentro pezzi di stoffa tagliati e che usavo come lenzuolini, il micio era mio figlio e io lo mandavo a letto, rimboccandogli le coperte. Il gattino obbediva!
Si faceva mettere dentro la scatola e coprire amorevolmente. Non ho mai fatto male agli animali, li amo troppo.
Crescendo ho continuato ad adottar gatti, pur sapendo che il loro destino, spesso, è di morire prematuramente. Un gatto libero rischia sempre, i pericoli sono tantissimi, la cattiveria degli umani rappresenta il pericolo peggiore.
Ed è un vero peccato, ovvio ci perdiamo noi, di gran lunga.
Un gatto dona cose che fanno stare bene.
Un recente studio ha scoperto che la frequenza delle loro fusa è per noi un calmante naturale; accarezzare un gatto, abbassa la pressione arteriosa; vivere con un gatto è vivere in armonia con se stessi.
Un gatto vi sceglie e resta non per la casa, ma anche per voi.
Attualmente vivo con tre splendidi felini, due femmine e un maschio; delle due femmine, una è scontrosa e poco restia a farsi coccolare, ma lo capisco: ha sofferto di attacchi epilettici per tanti mesi e un po’ l’hanno cambiata. Io la coccolo lo stesso, perché sappia che per me non è cambiato niente. La femmina più grande è la coccolona cicciottosa di casa, data la sua paffuta pancetta, pesa penso più di 5 chili, ma questo non mi impedisce di premderla in braccio lo stesso, tanto lo so che le piace!
Poi c’è Billo.
Lui è un’altra cosa, noi siamo legati da un filo invisibile: pure con 50° lui mi dorme addosso, a volte sa quando ho bisogno di essere rassicurata e allora mi si accoccola vicino, guardandomi con quei suoi occhi meravigliosamente grandi.
Tutti pensano che io sia sola perché non ho un compagno di vita, ma non comprendono che l’amore non è solo fra le persone: il vero amore sta nell’anima di tutte le cose che ci circondano, ma non troverete mai amore più puro e incondizionato, di quello di un essere fiero e speciale come un gatto.
Se ce l’ho fatta a superare certi ostacoli è anche merito loro, che sornioni, hanno riempito parte dei vuoti che avevo.
Mi hanno insegnato a dosare la tenerezza e a riservarla solo a chi la merita.
[©Yelena b.]

Vivere con un gatto

Non mi chiedo più se si sarà un uomo

Non mi chiedo più se ci sarà un uomo per me, ho passato la fase ‘elemosina’, preferisco pensare che succederà: il destino ci organizza gli incontri quando vuole.
Il problema siamo sempre noi, troppo oberati di paure, troppo segnati dal passato e dagli altri. Mi sono resa conto che se qualcuno vuole restare, prima deve togliermi il terrore o non credo funzionerà: per fare questo ci vuole troppo amore.
[©Yelena b.]

Non mi chiedo