Accadeva

Accadeva a volte che non avessi voglia di parlare. E mi prendeva sempre quando ero in mezzo alla gente.
Mi si alzavano i toni di alcuni pensieri e tutto sembrava diventare insignificante, ogni contatto con gli altri mi sembrava disgustoso. La maturi poco a poco la paura di farti abbracciare, ti cresce dentro come un rampicante che ha attecchito le proprie radici in fondo a tutto quello che ti ha ferito, graffiato, annullato. Hai accumulato tu tutto il necessario per renderla rigogliosa e così potente.
Tutto diventa estraneo. Tutto tranne quella paura che ormai guida ogni cosa che fai.
C’è chi impazzisce e chi semplicemente si rassegna. Non so chi dei due dimostra meno coraggio, se io che smetto di parlare o chi smette di combattere.[©Yelena b.]

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Estate

L’estate è passata senza che me ne accorgessi. Il cielo è sempre grigio e gli alberi sbiaditi. Per qualche giorno ha fatto un freddo anomalo che si è temuto fosse arrivato l’inverno prima dl previsto. Invece no. L’autunno si sarà svegliato tardi e in un impeto di orgoglio, si è ripreso il suo tempo, ha giusto un po’ le idee confuse sulle temperature tanto da farci girare a maniche corte.
Mi sfilano i giorni. A volte non so neppure che numero sia…
Dicono che quando sei così distratto ti manca qualcosa. O qualcuno…
A me mancano i sogni, a volte penso di averli solo scordati su un pullman con una destinazione tutta loro… [©Yelena b.]
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Welcome to the show

Benvenuti Signore e Signori in questo diario di vita. Tutto accade in un attimo e io ve lo racconto o riporto, in versi o in prosa.
Potete gioire o commuovervi, condividere o no, sentimenti privati spesso comuni, gioie o dolori, preoccupazioni o deliri… Qui tra le righe o in una foto.
Bussate piano, perché tutto succede dentro in silenzio e le uniche cose a far rumore sono le parole, le mie quando mi rivivo e mi riscrivo.
Welcome to the show.[©Yelena b.]
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Fuggitiva

Aveva gli occhi lontani, a volte la vedevo vagare chissà dove.
Percepivo la sua presenza fisica ma per qualche strano motivo, la sua mente e la sua anima finivano per assentarsi, come improvvisamente rapite. Diventava silenziosa.
La distanza si materializzava come un muro invalicabile, se avessi allungato la mano non l’avrei potuta toccare: c’era un terzo incomodo fra noi, il dolore, quello che l’aveva segnata.
Nel suo sguardo si vedeva così nitido anche quando rideva.
Li vedevo i suoi demoni risvegliarsi e divertirsi a rubarmela, in quei momenti desideravo avere una spada e combatterli con lei, essere quello che non salva ma c’è, ci si può contare.
Era sola, nei suoi silenzi, nelle sue fughe, nelle sue guerre contro il passato.
Allungai la mano e presi la sua, si voltò a guardarmi e sorrise: avevo appena bussato alla sua tristezza e cacciato via i brutti pensieri… Giurai a me stesso che non le avrei mai chiesto dove fuggiva, ma le avrei sempre offerto le mie mani come un rifugio. Senza stancarmene mai.[©Yelena b.]
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Crepe

Crepe

– Raccontami di te…
Le disse.
Erano sdraiati su quel letto ancora nudi. Lei lo fissò intensamente aveva i capelli sparpagliati sulla schiena, le gambe intrecciate. Poi improvvisamente rotolò, seguita da quella chioma scura, tese le mani in alto e rise.
– Cosa vuoi sapere più di quello che vedi?
Lui spostò lo sguardo sul seno rilassato e ne scorse un brivido.
Allungo la mano e passò il dito nell’incavo puntando al cuore.
– Questo. Voglio sapere di questo.
Lei gli prese la mano e disegnò una croce.
– Alcuni cercano la crepa del mio cuore per entrarci, troppi la usano solo per spezzarlo a metà. Tu cosa vuoi?
Lui l’abbraccio.
– Voglio entrare e poi chiuderla… così non esco più.
©Yelena b.

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Era un uomo strano

“Era un uomo strano.
Non aveva mai incontrato uno così, in quel semplice gesto di accendersi una sigaretta, gli aveva visto le rughe accentuarsi, in un attimo le aveva raccontato una parte di sé… in una smorfia la sua vita si era mostrata in silenzio.
Lo sguardo che le rivolse poco dopo fu ancora più eloquente; il cuore prese a batterle più veloce e comprese che non lo avrebbe più dimenticato.”[©Yelena b.]

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