Per renderla perfetta dovevo ogni giorno marcarla con i miei pensieri

Per renderla perfetta dovevo ogni giorno marcarla con i miei pensieri, le piaceva essere ogni mio peccato, ogni mia fantasia.
Sapeva farsi scrivere addosso e pensare tutto il giorno, istigare sempre e ovunque.
Così capitava che mi si infilava dentro una voglia e la rendeva ossessiva, fino a quando non tornavo a casa… e me la lasciava vivere.
Lei era la mia libertà, quella per cui diventi schiavo, felicemente dannatamente perdutamente schiavo.
[Yelena b.]

Venere di Opale

Venere di Opale
Mi incammino lento verso il tuo ventre
lungo quei pendii che mi sono cari
e dove abita il mio desiderio
Opale
Scuro
Profondo
Abissale
Dove cado e risorgo…
Quasi come un Dio.
©Yelena b.

Fede

Fede

Dovevi crederci quando te l’ho detto

che mi saresti piovuto addosso

che non saresti semplicemente entrato nella mia vita come uno dei tanti

Dovevi crederci che i tuoi occhi bruciavano e la tua pelle mogano sembrava velluto al tatto…

Che ogni respiro, ansimo, tremore era un uragano…

Ma io non ero stata scelta come prediletta, ero tra troppe e il suono delle mie carezze non era diverso dalle altre

Così, anche se mi avessi persa, altre mani sarebbero state pronte

Ah le tue invece…

Che invano ho pregato di toccare ancora!

Le tue… le prego ancora…

Dovevi crederci come me…

Ma tu possiedi e butti soltanto,

anche l’anima, senza remore

La mia l’hai gettata fra gli ulivi ancora agonizzante…

Dovevo saperlo che di bugie d’amore si muore, si muore davvero.
©Yelena b.

Se avessi un dio

Se avessi un dio saresti tu

E ti pregherei tutte le notti

tra le braccia, tra le cosce

sul tuo ventre, tra le dita

Mi immolerei sui palmi delle tue mani chiuse a coppa

aspetterei l’alba accartocciata ai tuoi fianchi

lo so che non dovrei inginocchiarmi

prostrarmi

annullarmi!

Dedicarti me lasciva e putrida forse

Darti gli anfratti le nicchie il buio

Un dio…

Amato agli eccessi

Che finirà per cacciarmi

e io

Sciocca donna

di troppa devozione morirò.
©Yelena b.