Vittima predestinata

Vittima predestinata
d’un gioco pagliaccio
scelta tra mille perché trasparente come l’acqua di fonte
più ingenua e spontanea
volevi il suo sorriso
le hai chiesto carezze
ti ha ingoiato nell’anima
a te, dio meschino, non bastava
la tua miseria umana esigeva dolore
ti sei tenuto il trofeo
non lo tieni sul comodino
lo conti solo come un numero
ti è macchia nel cuore bugiardo
e un giorno diventerà squarcio
non lo potrai arginare
contenere
eludere
imploderai allora
e piangerai
il mio nome ti si rivelerà potente, terribile!
e ovunque io t’abbia piantato le dita,
in quei mille gesti di puro amore che ti ho regalato,
nasceranno spilli…
la tua dannazione
la mia vendetta
[Yelena b.]

Vittima predestinata

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