Amici

Amici.
Mi è sempre suonata bene questa parola. Come una canzone che canticchi quando sei felice, o quando sei triste.
Amici. Sono 5 lettere… che non sono un numero.
Io ci ho diviso tre quarti d’anima con certi amici. E quando li ho persi, ho perso quei tre quarti d’anima.
Perché ci si sta male, io ci sto male.
Amici… alcuni di me sanno tutto, dal numero di scarpe a quante lacrime ho pianto. Altri sono stati la mia spalla, i miei soci…
Altri sono andati oltre il Ponte… una l’ho riabbracciata in sogno, non ci siamo dette niente, solo un abbraccio stretto e la muta promessa di ritrovarsi lassù in un angolo di infinito.
Certi sanno i nomi dei miei uomini… altri non li ho mai visti, ma sono qui a volte più vicini e veri di quelli che tocco ogni giorno.
Questo l’ho scritto per uno in particolare, che amo come un fratello ma che ha la testa di legno, tanto dura da spaccarci le noci. Uno che ogni volta ha una donna diventa incomprensibile… ma io non posso aspettare che capisca che l’amicizia non è quella che puoi archiviare: nessuno nasce soprammobile per lo scaffale di qualcun altro.
Per cui ti auguro ogni bene, dopo 5 anni io perdo altri tre quarti di anima e ti saluto.
Con tutto l’affetto che ho per te la birra che avremmo dovuto bere la berrò da sola augurandoti buon cammino, Amico mio.
Alessandra.

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Devi amarlo

Devi amarlo tutto un uomo, ogni sbavatura.
Devi guardarlo in ogni smorfia, in ogni cicatrice, ruga e capello bianco.
Devi passare le mani sul suo mento la mattina appena sveglio, farti pungere dalla sua barba appena accennata.
Devi guardarlo negli occhi più volte, imparare gli angoli, evitare i suoi spigoli senza mai smussarli.
Devi scrutargli le smorfie, scandagliare la profondità dei silenzi, contargli le sillabe.
A volte non parlano esattamente come te, vanno a nascondersi in un pensiero lontano chissà quanto e chissà dove.
Devi amarlo tutto, non dimenticare mai di baciarlo e di accarezzarlo, ha le sue debolezze che a volte sono molto più grandi delle tue.
Mi chiedo spesso quanto ami un uomo, visto che continuo a disegnarmene uno su misura, con mille imperfezioni. Gli metto tutto sottosopra, perché non sono perfetta e perché lo voglio pazzo.
Mi fisso nel vuoto e con la punta, delle dita lo traccio, sicura.
Al mio mancano i capelli, ha la pelle ambra, due occhi pugnale color cielo ed è pieno di cicatrici; molte sono trofei disegnati, troppe sono dentro…
Io l’ho amato tutto questo uomo, in ogni sfaccettatura, anche quando ruggiva e graffiava.
Ha scelto l’orgoglio come fa sempre, quando scappa da tutto quello di cui crede di poter fare a meno…
È egoista, ma è anche tanto stanco.
Anche se me ne ha dato poco e non me lo ha mai detto, io gliel’ho visto l’amore, ce l’ha sparso ovunque, decide soltanto di coprirlo con la sua coltre di rabbia. Ci ha coperto anche me… Rimboccandomi il letto con l’assenza più profonda e pesante che abbia mai conosciuto.
Avrei dovuto scegliere di scappare anche io, ma davvero non posso: la mia anima ha scelto di amarlo, amarlo in tutto.
Anche quando lui ha scelto di non amarmi più.[©Yelena b.]

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Siamo noi che non facciamo restare l’amore nelle nostre vite. In realtà non vogliamo fargli spazio, abbiamo sempre paura che se ne prenda troppo, che ci sfratti dall’anima e ci si pianti, usurpando la nostra libertà. Scegliamo deliberatamente quanto concederci. È la paura di appartenere a farci scappare verso lande sicure… Ormai i veri eroi sono quelli che malgrado il cuore lacerato mille volte, riescono ancora ad offrirsi all’amore e se cadono si raccolgono e amano di più.[©Yelena b.]

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Nuvole

Le nuvole sono le migliori complici del tramonto, loro ridono se glielo dici!
Intanto però è tutto là l’infinito meraviglioso di un attimo che muore tra le braccia del sole.[©Yelena b.]

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Viaggi

Viaggi

Il destino mi ha pagato il biglietto e sono salita su questo bel treno.
Per metà della mia vita ho viaggiato sull’ultimo vagone, senza guardare fuori, senza scendere mai.
Un giorno mi sono fatta coraggio e ho percorso i corridoi fino alla prima classe… ero sempre sola! Così mi sono affacciata al finestrino a guardare le stazioni sfilare, altri treni andare e venire.
Mi sono detta “giuro, scendo alla prossima, così per curiosare” ma, sembravate tutti presi a salire e scendere da mille treni… Nessuno sembrava importante.
Allora ho pensato “ma chi me lo fa fare! A nessuno interessa restare”
Continuo a guardarvi… Vi saluto… E vi lascio passare.[©Yelena b.]

valige

Lei

Lei
La matita colorata che ha ritracciato i margini sbiaditi del mio cuore
Lei
Il pastello giallo che mi ha ridato il sole
Lei
Che con la punta delle dita mi ha ridato il rosso
Lei che passeggia cantando sulle mie ferite a morte e mi ridà la vita
Lei che sorride e io faccio fatica a ricordare il tempo andato perché ho solo sete del presente che voglio donare a noi.[©Yelena b.]

bacioamor

Welcome to the show

Benvenuti Signore e Signori in questo diario di vita. Tutto accade in un attimo e io ve lo racconto o riporto, in versi o in prosa.
Potete gioire o commuovervi, condividere o no, sentimenti privati spesso comuni, gioie o dolori, preoccupazioni o deliri… Qui tra le righe o in una foto.
Bussate piano, perché tutto succede dentro in silenzio e le uniche cose a far rumore sono le parole, le mie quando mi rivivo e mi riscrivo.
Welcome to the show.[©Yelena b.]
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Fiumi

A volte butto fuori persone dalla mia vita, alcune in modo eclatante, altre in silenzio, per certe affido tutto al tempo.

Vi chiederete che cosa significhi affidare qualcuno al tempo. È molto semplice, basta interporre tra voi e loro uno spazio fatto di giorni, giorni in cui non le cercate, giorni in cui le dimenticate, giorni in cui pensate a voi stessi.

Accade sempre che i giorni si accumulino, uno sopra l’altro, come una catasta di foglie, una montagna di libri, un cumulo di detriti come quelli portati dai fiumi.

In un certo senso lo siamo, fiumi.

Nasciamo timidi, cercando una strada, ci ingrossiamo con le piogge e ci inaridiamo con il caldo, eppure continuiamo a raccogliere ciò che viene, ciò che si incontra, ciò che ci alimenta continuando la nostra scesa verso il mare.

Ogni nuovo incontro ha due poteri, arricchire o sporcare.

È inevitabile.

Oggi mi sento ibrida.

Un po’ pulita, un po’ sporca.

Ma non povera, il mio ruscello è torrentizio, travolgo tutto quando passo durante le piogge in inverno, ma mi secco sotto il sole cocente.

Del mio carattere non faccio lodi, non potrei, ma di una cosa sono sicura, lasciare gli ingombri lungo le mie rive mi fa bene.

Sono un fiume, che lascia al tempo lo scandire del mio fluire, ma non resto mai e non mi placo mai per chi non merita le mie acque.

Chi ha voglia resti, altrimenti qualsiasi punto per fermarsi e lasciarmi andare, va bene… buon viaggio![©Yelena b.]

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