Sai scrivere poesie?

Sai scrivere poesie?
No, scrivo quello che il cuore mi detta… Se dovessi costruire come scrivere senza provarne l’immenso dolore, non avrebbe senso scrivere.[Yelena b.]

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Poesia

Poesia

Della poesia amo la bellezza
Ma amo di piu le ferite dei poeti è da là che scelgono le parole. [©Yelena b.]

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Prometti

Prometti

– Perché mi guardi così? –
– Pensavo a quando ci siamo conosciuti –
– Ah, in bene o in male? – rise
– Non lo so –
– Come non lo sai…! –
– Non lo so… Sei felice con me? –
– Ma che domande sono scusa, ti senti non amato? –
– Al contrario io mi sento tanto amato, ma non so se tu senti quanto io ami te! –
– Finché continuerai ad essere sincero, si. Finché mi toccherai col desiderio di toccare me e non un’altra. Finché farai di tutto per rispettarmi, si. E questo include anche il momento in cui finirà. –
– Io non voglio che finisca! –
– Nemmeno io. Promettimi però che non mi trascinerai come un peso, un impedimento, un ostacolo se non sono più io quella che vuoi accanto. So andare avanti. E non voglio finire per odiare chi ho amato e ho portato dentro sinceramente. Non legarmi, prometti di lasciarmi libera dalle menzogne. –
[©Yelena b.]

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Scontrosa

Era sempre scontrosa anche quando era affabile. Era circondata da respingenti invisibili e non le costavano niente, questa era la verità.
Aveva sempre lasciato entrare tutti, tutti erano benvenuti, ma nessuno di loro aveva avuto l’accortezza di rispettarla.
Aveva solo fatto quello che doveva, limitare ogni altro possibile accesso, il chiunque non oltrepassava più la soglia.
Sorrideva sempre come prima, ma niente è mai come prima dopo un uragano: ora era l’occhio del ciclone, dove tutto tace eppure intorno tutto è devastazione.
Non c’era speranza di veder qualcuno oltrepassare quel vortice, magari due occhi frantumati come i suoi.
Il mondo le girava intorno, in una sorta di buffa girandola che si portava via volti, voci, discorsi, grida, risate in un pot pourri lontano che nemmeno la sfiorava.
Sarebbe diventata gelidamente distaccata?
No… Era proprio quello il suo guaio, la sua dannazione, oltre la tempesta era sempre lei stessa la tempesta, quella perfetta, implosiva, devastante.
Ed aveva un nome… Emozione.
A quella non poteva chiudersi.
[©Yelena b.]
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Estate

L’estate è passata senza che me ne accorgessi. Il cielo è sempre grigio e gli alberi sbiaditi. Per qualche giorno ha fatto un freddo anomalo che si è temuto fosse arrivato l’inverno prima dl previsto. Invece no. L’autunno si sarà svegliato tardi e in un impeto di orgoglio, si è ripreso il suo tempo, ha giusto un po’ le idee confuse sulle temperature tanto da farci girare a maniche corte.
Mi sfilano i giorni. A volte non so neppure che numero sia…
Dicono che quando sei così distratto ti manca qualcosa. O qualcuno…
A me mancano i sogni, a volte penso di averli solo scordati su un pullman con una destinazione tutta loro… [©Yelena b.]
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In una tasca

Me lo sono messo in una tasca speciale quel ti amo che manca. So che dovrei ripulire quella tasca ogni volta che la pioggia mi lava il cuore, ma noto che tutto sbiadisce eppure lui no…
Le mie amiche ripetono che sbaglio a lucidare i ricordi tutte le sere, che non ha senso aver tanta cura di te che mi hai regalato una distanza così grande. Loro hanno ragione e io torto, mi siedo di fronte al tramonto la sera e ti seguo, a nord, nessuno sa che sono incompleta, nessuno immagina che metà di me ce l’hai tu. Non so dove abbia deciso di nascondersi, se dentro il tuo armadio, sotto il letto, fra i cd o sui rami del tuo ciliegio… Vive con te, nel silenzio di ciò che è, una delle tante con cui hai ammazzato tempo e rabbia della tua vita.
Non so restituirmi, forse perché non so amarmi… Ho scelto di amare te, fino alla fine di me.[©Yelena b.]
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Fuggitiva

Aveva gli occhi lontani, a volte la vedevo vagare chissà dove.
Percepivo la sua presenza fisica ma per qualche strano motivo, la sua mente e la sua anima finivano per assentarsi, come improvvisamente rapite. Diventava silenziosa.
La distanza si materializzava come un muro invalicabile, se avessi allungato la mano non l’avrei potuta toccare: c’era un terzo incomodo fra noi, il dolore, quello che l’aveva segnata.
Nel suo sguardo si vedeva così nitido anche quando rideva.
Li vedevo i suoi demoni risvegliarsi e divertirsi a rubarmela, in quei momenti desideravo avere una spada e combatterli con lei, essere quello che non salva ma c’è, ci si può contare.
Era sola, nei suoi silenzi, nelle sue fughe, nelle sue guerre contro il passato.
Allungai la mano e presi la sua, si voltò a guardarmi e sorrise: avevo appena bussato alla sua tristezza e cacciato via i brutti pensieri… Giurai a me stesso che non le avrei mai chiesto dove fuggiva, ma le avrei sempre offerto le mie mani come un rifugio. Senza stancarmene mai.[©Yelena b.]
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Sarta mi piace ricamare anime

Sarta, mi piace ricamare anime

Mi piace ricamare la tristezza con l’oro fine del dolore

qualche volta ci appendo un cristallo di lacrima perché l’ago mi punge un ricordo!

Quel piccolo fazzoletto bianco si macchia, diventa più prezioso!

Lo stringo forte

lo so che sono stupida… Ma non amo dimenticare.[©Yelena b.]

 

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