Ci sono parole

Ci sono parole che non uso.
Vi sembrerà strano ma ognuno di noi ha parole che volutamente evita di usare. Sono le parole che non abbiamo mai davvero masticato e che non ci piacciono a prescindere.
Una delle tante che non uso è “giacché”, non so per quale motivo, sta parola mi disgusta. È altezzosa, pomposa, vecchia. Mi fa pensare a “the headmaster ritual” dei miei cari The Smiths… Mi sa di militare, di forzato.
Non uso parole così ed in parte è uno dei motivi per cui amo la semplicità dei miei piedi nudi e buffi, perché ho il cuore così e anche le mani, quindi le parole che scelgo per vestire le mie emozioni devono essere altrettanto scarne… Senza veli, forzature. Le lascio libere come farfalle colorate.
Più sono grezze e naturali, più sono belle, autentiche, disarmanti.
Ed arrivano al cuore di tutti emozionando.[©Yelena b.]

ci sono parole

Lei

E lei era il mio estremo
C’era sempre un oltre con lei
Piacevole ma terribile
L’abisso di un’emozione
[©Yelena b.]

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Estate

L’estate è passata senza che me ne accorgessi. Il cielo è sempre grigio e gli alberi sbiaditi. Per qualche giorno ha fatto un freddo anomalo che si è temuto fosse arrivato l’inverno prima dl previsto. Invece no. L’autunno si sarà svegliato tardi e in un impeto di orgoglio, si è ripreso il suo tempo, ha giusto un po’ le idee confuse sulle temperature tanto da farci girare a maniche corte.
Mi sfilano i giorni. A volte non so neppure che numero sia…
Dicono che quando sei così distratto ti manca qualcosa. O qualcuno…
A me mancano i sogni, a volte penso di averli solo scordati su un pullman con una destinazione tutta loro… [©Yelena b.]
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In una tasca

Me lo sono messo in una tasca speciale quel ti amo che manca. So che dovrei ripulire quella tasca ogni volta che la pioggia mi lava il cuore, ma noto che tutto sbiadisce eppure lui no…
Le mie amiche ripetono che sbaglio a lucidare i ricordi tutte le sere, che non ha senso aver tanta cura di te che mi hai regalato una distanza così grande. Loro hanno ragione e io torto, mi siedo di fronte al tramonto la sera e ti seguo, a nord, nessuno sa che sono incompleta, nessuno immagina che metà di me ce l’hai tu. Non so dove abbia deciso di nascondersi, se dentro il tuo armadio, sotto il letto, fra i cd o sui rami del tuo ciliegio… Vive con te, nel silenzio di ciò che è, una delle tante con cui hai ammazzato tempo e rabbia della tua vita.
Non so restituirmi, forse perché non so amarmi… Ho scelto di amare te, fino alla fine di me.[©Yelena b.]
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Regna oggi in me

Regna oggi in me quel tipo di silenzio che somiglia più ad una trincea che ad una semplice voglia di non dire nulla. Oggi ogni parola è guerra, proiettile, ferita.[Yelena b.]

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Crepe

Crepe

– Raccontami di te…
Le disse.
Erano sdraiati su quel letto ancora nudi. Lei lo fissò intensamente aveva i capelli sparpagliati sulla schiena, le gambe intrecciate. Poi improvvisamente rotolò, seguita da quella chioma scura, tese le mani in alto e rise.
– Cosa vuoi sapere più di quello che vedi?
Lui spostò lo sguardo sul seno rilassato e ne scorse un brivido.
Allungo la mano e passò il dito nell’incavo puntando al cuore.
– Questo. Voglio sapere di questo.
Lei gli prese la mano e disegnò una croce.
– Alcuni cercano la crepa del mio cuore per entrarci, troppi la usano solo per spezzarlo a metà. Tu cosa vuoi?
Lui l’abbraccio.
– Voglio entrare e poi chiuderla… così non esco più.
©Yelena b.

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