Un canto d’anima

Un canto d’anima

Scortare il dolore fino a destinazione è ciò che faccio quando mi racconto
Vi faccio entrare tra le ferite e ve le spiego come un bravo accompagnatore quando sicuro racconta l’arte e la parte di ognuno
L’anima mi guarda tra gli strappi laceri e i sassi del cammino
Poi emerge dal suo silenzio e inizia a cantare:
Benvenuti, siate benvenuti
Tutto ciò che incontrate qui è gomma pane
Ogni passo, tocco o parola resta impresso… Quindi miei amati,
Attenti a dove poggiate il vostro pensiero, perché esso più di tutto lascia il segno più vero.[©Yelena b.]

canto woman-228176__340

Sai scrivere poesie?

Sai scrivere poesie?
No, scrivo quello che il cuore mi detta… Se dovessi costruire come scrivere senza provarne l’immenso dolore, non avrebbe senso scrivere.[Yelena b.]

sai crying-729439__340

Tied (legata)

Tied

E così la legò, in un modo che non prevedeva corde.
La strinse forte legandole la tenerezza d’un bacio su una caviglia
In quel punto ogni giorno lei sanguina mancanza. [©Yelena b.]
Catena

Solo un amico

Solo un amico

Ne avevo incontrate di donne particolari, ma lei le batteva tutte.
Sembrava avere un’ombra a difenderla, uno strano invisibile campo di forza che attraeva ma nello stesso tempo ti spingeva lontano.
Avvicinarsi significava rischiare di essere colpiti da una scossa elettrica d’avvertimento.
Stava benissimo con tutti, ovunque.
Ogni argomento era trattabile, ogni conversazione possibile. Magari era una strega, chi lo avrebbe detto.
I suoi occhi. Ecco quelli erano davvero strani… Ridevano sul serio?
Me lo chiedevo tutte le volte che ci ritrovavamo a parlare e scappava la solita battuta, me lo chiedevo ancora di più quando le chiedevo “allora, come stai?”
Rispondeva “bene!” con l’enfasi di chi sta bene, ma gli occhi?
Ecco, gli occhi per una frazione piccolissima di secondo non erano più i suoi e allora gliela vedevo quell’ombra apparire e pararmisi davanti armata di spada. La vedevo sfidarmi quasi…
Avvicinarsi ad una mina così era pericoloso, avrei potuto innamorarmi di una come lei, avevo un debole per i casi irrecuperabili, i senza speranza. Lei era bollata da tutti come l’inavvicinabile lesbica di turno per via dei suoi “no” e la sua solitudine, una di quelle dimenticate da dio e da ogni divinità conosciuta.
Avrei potuto avvicinarmi forse se me lo avesse concesso.
– Io e te finiremo insieme – le dissi sorridendo un giorno.
Si voltò semplicemente, con una buffa espressione stampata sul viso – Non ti reggerebbe la pompa –
– Credi? –
– Sono ingovernabile, egocentrica e lesbica non lo sapevi? –
Di nuovo l’ombra tra noi…
– Io credo che tu sia solo ferita e stanca. E a me francamente questa storia della lesbica non convince. Magari vuoi solo farlo credere a tutti mentre ridi di noi. –
– Di quello che pensano gli altri me ne frego – replicò con una smorfia
– E di quello che penso io? –
Non credo si aspettasse una domanda simile. Mi fissò per un interminabile attimo in cui quel suo sguardo mi ribaltò lo stomaco dall’intensità: c’era un misto di diffidenza, confusione, anche un pizzico di panico.
– Tu sei un amico e le opinioni degli amici sono importanti – decretò – nella vita ci si fa delle promesse. Anni fa ne feci una a me stessa, è la mia salvezza. –
Capii che per stare con lei avrei dovuto prendere in braccio il peso della sua anima, perché amare una così non basta per ripagarla del male del passato, ombra o non ombra. Aveva bisogno di essere abbracciata fino al midollo anche se questo voleva dire pungersi con tutte le sue spine.[Yelena b.]

ombradilei

Dolore

– Allora, mi dica. La ascolto. –
– Le vorrei chiedere un favore, sig. Dolore – mormorò – vorrei che lei fosse più magnanimo –
– Crede che dovrei? –
– Ma si! –
– Voglio spiegarle in breve cosa sono. Io esisto per ricordare alle persone che le cose belle vanno conservate, affinché si tenga in mente che perderle è un attimo. Io esisto perché dentro di voi ci sia la consapevolezza del bene come valore inestimabile. –
– Caro sig. Dolore, chi prova questa consapevolezza sa già tutto questo. È proprio nelle persone come noi che lei diventa terribile! Noi soccombiamo nella disperazione… – replicò lei – con noi, già così provati, sia più magnanimo… Ci sollevi ogni tanto, ci faccia vivere. –
– Crede che usi due pesi e due misure? –
– Si. Ne sono più che convinta –
– Mia cara, lei non sa quanto io sia potente. Le persone sensibili sanno il mio valore, alcune ne fanno arte, mentre le insensibili non mi capiscono. Ecco perché io sono dono per le prime e una condanna spietata per le altre. Quando arrivo da loro sono una punizione profonda, un male non più curabile. Vuole ancora essere anestetizzata da me, mia cara? –
[©Yelena b.]

L'eterna attesa di Sasha Vinci
L’eterna attesa
di Sasha Vinci

C’erano sere

C’erano sere in cui scappava più lontano. Fu così che iniziò, dalla mancanza di coraggio.
Si era assuefatta al suo vizio che l’aveva circuita e sedotta come l’uomo più bello del mondo. Solo che non era un uomo, era l’alcool. Bicchiere dopo bicchiere tutto diventa semplice…
Il vino è subdolo, ti rende euforica, alleggerisce le pene, toglie le paure, i pensieri. Ma ti rende schiava. Debole.
C’erano sere in cui scappava più lontano, quando da sola naufragava nel fondo d’una bottiglia.
Quelle sere usciva in cerca di se stessa, persa in un limbo che nessuno conosceva. Barcollava ubriaca fra le stanze della sua anima, lasciando tutto il mondo fuori. A volte, in quei miseri sprazzi di lucidità, desiderava solo morire. Allora prendeva il bicchiere e si trascinava davanti allo specchio della camera e prima di berlo tutto d’un fiato, si osservava senza parlare.
Le rovine in fondo ai suoi occhi spenti, le lacrime che non aveva mai pianto, bisognava brindare a loro e alla sua profonda umana codardia…
“Stupida donnetta… ”
Un giorno o l’altro dio ti ascolterà, vero?
Si… Ma non oggi.[©Yelena b.]

bicchiere

Volo

E volo a picco su questo cielo plumbeo, nero e cupo come i miei iridi spalancati, plano sopra i miei dolori, continuo a trafiggermi di te,
male profondo, abisso inatteso, amore… Amore… Amore. [©Yelena b.]

mano1

Un autore

Un autore ha mille voli di fantasia che sono tutti una realtà. Apre una porta negli occhi che poi diventa un racconto, un verso, un pensiero, una poesia. Ama mostrare questi spaccati, quasi come fossero quadri dalla pennellata gentile. A volte, quando rispecchiano un dolore, prendono le sembianze di una foto sbiadita, in bianco e nero; il dolore descritto resta palpabile e drammatico, uno squarcio che sembra contenuto. Un autore piange, spesso, dentro le sue parole, le vive troppo, le impara, le sente, ma non le sceglie… è sempre il cuore a dettare.[Adesso, Yelena b.]
ciglio

Calma, come la tempesta

Quella calma ostentata cela solo tumulti; è là fisicamente forse, ma i suoi occhi, fra i marosi dei ricordi, abitano lontano, dove ha lasciato se stessa.
A volte desidero farla tornare, le inventerei un luogo pieno di colori dove non piove mai, vorrei vederle le labbra curvare in miliardi di sorrisi… Ma so che non lo farebbe mai per me. Ha troppe ferite che non mostra, troppe storie che non racconta, mille parole che non dice.
Ognuna è una ruga, ognuna è un silenzio, ognuna è un “non fa niente”. Non posso salvarla dalle sue erosioni, anche se lo desidero più che mai, quel suo mare non è destinato a me.[©Yelena b.]
guardandoilmare