Notare

Notare e annotare
Ancora
Assenze e mancanze
Io alunna diligente
Maniacalmente continuo
Imperterrita
A segnare “mi manchi”
E li scrivo
Ti scrivo
Sulla lavanga di un cuore che tieni ancora tu.[©Yelena b.]
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Specchiata

Ho visto passarmi davanti un fantasma mentre ti aspettavo.

La sua candida veste s’agitava al vento del suo stesso pallore e aveva mani esili, bianche, mani femminili.

Era magro, smunto, gelido e silente… lento, come la mia attesa.

Non mi accorgevo che più indietro c’era il Tempo, un signorotto in doppio petto che batte il piede, scandisce e passa, senza nemmeno guardarti.

Eravate in due a ricordarmi qualcosa a cui non pensavo, troppo occupata a riempirmi la testa di speranza.

Scrivevo del passato di minuto in minuto, sprecando l’inchiostro del futuro, giocandomi a dadi un ritorno.

Ho visto passarmi un fantasma davanti mentre ti aspettavo, la sua veste s’agitava al vento dei suoi stessi tumulti d’anima, ma quando il Signor tempo ha battuto il piede più forte, ho alzato gli occhi e l’ho guardato in faccia.

E mi sono specchiata.©Yelena b

trenodesolazione

 

 

 

 

Sbagli

Te lo dissi che ci saremmo fatti male

che toccarsi sarebbe stato strano

avevo sugli occhi un velo sottile

una coltre di no costruita sugli sbagli

l’unico modo per toglierla era regalarmi la verità più spoglia che avessi

ma tu hai teso le dita

e la tua mano si è poggiata sulla pelle

scivolando lenta

la volevo è vero

più di tutto volevo sognare,

che tutto fosse dannatamente esclusivo

che tu volessi me…

il mucchio di cadute rovinose

il silenzi odiosi

gli sguardi smarriti

il cristallo infranto…

toccare

volevi solo toccare

come gli altri…

ti volevo speciale

ma sono io

io l’illusa,

io che non vi so mai davvero guardare.©Yelena b.

piangere

Futuro

Lucido il nostro sogno con una lacrima tutte le sere

ti immagino in un domani fatto di un pavimento d’assi di legno,

d’un camino,

d’un tavolo intagliato…

d’un futuro le cui promesse rimbombano come proiettili in guerra come il tuo profumo,

la tua voce,

le tue mani perentorie…

di quei segni inesistenti, ricami dolorosi e mai stanchi di gridarti “resta”…

di un paio d’occhi di cielo su pelle ambrata che mi ingoiino e mi ridiano l’anima…

Un futuro scivolato via, fra le poche parole e i tanti silenzi in cui non sapevo parlarti di come ti avrei disegnato tra le nuvole del cielo, da lì alla fine dei miei stessi giorni, di come sarei sopravvissuta senza…©Yelena b.

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Sfregi

Sfregi

Quello che fa bene e quello che fa male.
Quello che ricordi ma che non vuoi ricordare
Quello per cui i sogni non ricordi più
Dicono che la cicatrice che fa male è quella che continui a toccare
… ma se tu continui a scrivermi l’anima io vengo a leggerti…
E mentre mi illudo che fosse, che c’era
Mi faccio di te che non ci sei.
©Yelena b.

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Alba

Alba

Le mie lune sorgono inaspettate diventano lunghe notti affamate che ingoiano ingorde interi anni
Si posano sulle curve dei palmi scavandoli ancora…
La mia linea della vita si sfregia ma non esce sangue e nemmeno lacrime
Posso solo chiudere tutto in un pugno di silenzio e lasciarle passare…
Un giorno andranno
Quel giorno sarò andata anche io.
©Yelena b.

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Avete mai aspettato qualcuno pur sapendo che non verrà? Si diventa straordinariamente forti. Paradossalmente, ad un certo punto si smette di aspettare chiunque ed ogni attesa, che non sia ragionevole, non è accettabile. Chi vuol stare non si ricorda che ci sei, sa che l’unica distanza possibile è un misero passo. Da quel misero passo può toccarti o spingerti, parlarti o restare in silenzio, in ogni caso lo senti. Lo straordinario accade quando decidi di fidarti e allunghi la mano e in quello spazio impercettibile, trovi la sua.©Yelena b.

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Creatura

Creatura

Ti ho portato in grembo come un figlio
nelle notti in cui viaggiavi nel tuo te stesso malandato
ti ho visto andare a fuoco nei ricordi
ho passeggiato lenta nel tuo dolore
lenendo quel che potevo…

Ti ho portato in grembo come un figlio
nelle notti senza luna
senza toccarti
ti ho solo parlato di fiori e colori
ti ho accompagnato fin dove hai voluto
e ti ho lasciato andare
come si fa con un figlio cresciuto
ma sappi che non smetterò di esser madre del tuo dolore
perché in esso sono nata anche io, mia Creatura.©Yelena b.

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Sono dell’idea che una persona non è un museo

Idea

Sono dell’idea che una persona non è un museo, nessuno vende un biglietto per visitare il suo dolore: quando entri nella vita delle persone ciò che tocchi va sfiorato con così tanta grazia e cura da non urtare quelle ferite che l’hanno distrutta e ricostruita durante la sua vita. Ma la cosa più importante è non permettersi di lasciare altro dolore, per nessun motivo al mondo. E di sicuro non per gioco, per prova, per sfizio. Non si allunga MAI una mano per asciugare una lacrima senza sapere che “costa” un legame e se non sei in grado di pagarlo, non riempirti la bocca di poesia e belle parole perché contano i fatti. Le assenze INGIUSTIFICATE sono un passaporto valido a tutti gli effetti, si notano, valgono e restano.©Yelena B.

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Porte/Doors

Non c’era molto che potessi fare: avevi chiuso la porta, me l’avevi chiusa in faccia e senza una spiegazione.
Non sono la più brava a combattere l’orgoglio, ne ho tanto del mio che francamente mettermi a competere con il tuo era proprio ridicolo!
Speravi continuassi a bussare?
Forse si. Forse volevi essere pregato, come un dio seduto sul trono…
Peccato che io non ho dio. E non appartengo a nessuno, nemmeno a te che mi hai frantumato l’ultima barriera dei sogni e delle speranze.
Avrei perso tempo…
E’ la vita stessa a non darti la possibilità di fossilizzarti a bussare ad una sola, te ne mette davanti tante, hai un intero corridoio pieno di porte davanti a te.
Puoi scegliertele.
E se anche, ti voltassi e ti accorgessi di aver lasciato dietro di te mille porte chiuse dalle stesse delusioni che hai già ricevuto, dovrai andare avanti e provarne altre.
E’ così che va…
Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare che avrei potuto sbirciare dalla toppa per vedere con chi ti stessi riconsolando, ho avuto solo il tempo di voltarmi e semplicemente incamminarmi.
Non ho più bussato a nessuna porta.
E non busserò più a nessuna porta.
Almeno non intenzionalmente.
Ho fatalmente scoperto che sono una porta anche io…
prima o poi qualcuno busserà…©

portone