Sei ubriaca

– Sei ubriaca, vieni ti porto a casa…- fece per toccarla, ma lei si dimenò barcollando.
– E allora? – biascicò – Sei forse tenuto a salvarmi? – gli chiese sarcastica – Voi uomini… salvatori… cavalieri… Ah! –
Rise isterica
– Non essere ridicola proprio ora! – le esclamò
– Proprio ora… cosa? Che ti sei accorto che esisto? Che sono una donna unica? Ti prego! Comportati come gli altri, che ci fai più bella figura! – e gli rise in faccia appoggiandosi goffamente al muro – Come siete tutti bravi, voi! Soccorrete la donzella sperando di lavavarvi la coscienza di tutte le volte che quelle donzelle le avete usate…! Sai che cosa vuol dire amare e soffrire? Macché… voi avete un cazzo al posto di quella roba che batte… non sapete manco come si chiama! Beh… ti dico quello che c’è di nuovo.. io mi salvo da me! Chiaro? Tanto a te, maschio, interessa infilarlo per un po’ fino a che non ti passa la smania, di me, di cosa sono o di che penso, se sto bene o male, non te ne frega una sega! –
– Ti sbagli! –
Lei rise fragorosamente e poi perse l’equilibrio cadendo seduta a terra, continuò a ridere -Sono ridicola ai tuoi occhi, maschio, tu che cerchi di fare il salvatore solo per impressionanti quel tanto da lasciarti entrare… Povero maschio… dovresti solo avere la dignità di smetterla! – aveva cambiato tono, s’era fatto un sibilo duro e sarcastico.
Ma si! Avrebbe dovuto lasciarla là e chissene frega!
Non voleva essere riaccompagnata, lo considerava un coglione e allora andava lasciata là al suo destino!
Perché provare pena?
– E non guardarmi così! Pensi di essere diverso dai tuoi simili? –
Che stronza…!
Indispettito fece per andarsene e la sentì mormorare
– Bravo… si… lo sei. –
Si. Forse aveva ragione.
[©Yelena b.]

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