Parlando con un amico

Parlando con un amico

“Io non riesco a credere che non ce sia nessuno che apprezzi la donna che sei! Bisogna essere proprio ciechi e coglioni…”
Vedi amico mio… arrivati ad una certa età, dopo tante delusioni e tante ferite, non si ha più voglia di riprovare. Non ho posto per nuove cicatrici, ce n’è una troppo grande che ormai ho lasciato espandersi, incapace di curarla…
Ogni cosa porta con sé conseguenze a cui dovrai far fronte giorno per giorno, ricordo per ricordo, per tutto il resto della tua esistenza.
Ora come ora sono una roccia, ma se dovessi ricapitare tra le mani dell’ennesimo boia d’amore, stavolta non ce la farei.
Si può reggere un terremoto anche potente, ma i danni quelli seri, non si vedono mai, non li sa nessuno se non quel te stesso ricostruito dalle macerie.
[©Yelena b.]

Ci sono musiche che ti interpretano

Ci sono musiche che ti interpretano, hanno le parole che vorresti dire, urlare.
Hanno il senso, iniziano perfettamente quando devono e ti portano alla fine di ogni discorso… come un addio mai detto, che resta in bilico ma che vorresti urlare con tutto il fiato che hai.
[Yelena b.]

Ho uno strano difetto

Ho uno strano difetto, non mi sopravvaluto, né a parole né ad immagini: non devo mostrare quanto sono ‘brava’ o di valore… devo solo essere me stessa, esattamente come sono.
Per questo non sono un personaggio, sono una persona con tutti i suoi millemila difetti, incongruenze, umane follie.
[©Yelena b.]

Quando appoggi sulla pelle di qualcuno

Quando appoggi sulla pelle di qualcuno un flebile e impercettibile ‘ti amo’, così soffice e timido perché hai paura di quanto sia grande invece l’emozione che hai dentro, sai che stai legando te stessa ad un altro essere.
Quando quello che senti ti tracima dentro come una piena torrenziale ma non puoi esprimerla per paura di sembrare fragile e vulnerabile, chiudi gli occhi e non parlare, resta muta: lascia che i marosi ti travolgano e respira.
L’amore vero non ha argini, straripa, non puoi contenerlo e non puoi frenarlo!
Dovremmo tutti naufragare nella vita di qualcuno a tal punto da non voler essere salvati, tutti dovremmo avere un amore disperato che ci rende pazzi di gioia.
Tutti dovremmo essere innamorati senza una ragione.

[©Yelena b.]

Sei ubriaca

– Sei ubriaca, vieni ti porto a casa…- fece per toccarla, ma lei si dimenò barcollando.
– E allora? – biascicò – Sei forse tenuto a salvarmi? – gli chiese sarcastica – Voi uomini… salvatori… cavalieri… Ah! –
Rise isterica
– Non essere ridicola proprio ora! – le esclamò
– Proprio ora… cosa? Che ti sei accorto che esisto? Che sono una donna unica? Ti prego! Comportati come gli altri, che ci fai più bella figura! – e gli rise in faccia appoggiandosi goffamente al muro – Come siete tutti bravi, voi! Soccorrete la donzella sperando di lavavarvi la coscienza di tutte le volte che quelle donzelle le avete usate…! Sai che cosa vuol dire amare e soffrire? Macché… voi avete un cazzo al posto di quella roba che batte… non sapete manco come si chiama! Beh… ti dico quello che c’è di nuovo.. io mi salvo da me! Chiaro? Tanto a te, maschio, interessa infilarlo per un po’ fino a che non ti passa la smania, di me, di cosa sono o di che penso, se sto bene o male, non te ne frega una sega! –
– Ti sbagli! –
Lei rise fragorosamente e poi perse l’equilibrio cadendo seduta a terra, continuò a ridere -Sono ridicola ai tuoi occhi, maschio, tu che cerchi di fare il salvatore solo per impressionanti quel tanto da lasciarti entrare… Povero maschio… dovresti solo avere la dignità di smetterla! – aveva cambiato tono, s’era fatto un sibilo duro e sarcastico.
Ma si! Avrebbe dovuto lasciarla là e chissene frega!
Non voleva essere riaccompagnata, lo considerava un coglione e allora andava lasciata là al suo destino!
Perché provare pena?
– E non guardarmi così! Pensi di essere diverso dai tuoi simili? –
Che stronza…!
Indispettito fece per andarsene e la sentì mormorare
– Bravo… si… lo sei. –
Si. Forse aveva ragione.
[©Yelena b.]

Sei ubriaca

Manco dal mare da un po’…

Manco dal mare da un po’, pur vivendoci non ci vado quasi mai, eppure c’è stato un periodo in cui ne avevo bisogno.
Non è facile barcamenarsi nella vita, specialmente quando si intraprende un percorso preciso nel quale si è da soli per scelta, quando ogni passo che fai, lo fai in solitudine.
La gente non capisce quanto sia stato difficile arrivare a questo punto, quanta forza e determinazione ci siano voluti per perdonarsi.
Io l’ho fatto davanti al mare, tutti i giorni che ne sentivo bisogno, tutte le volte che sentivo di non potercela fare.
Ci si incolpa di tutte le proprie miserie, si affonda nella melma più totale degli sbagli e delle decisioni disastrose che si è prese nella vita… di quanto per amore, abbiamo sopportato.
Il mare ha accolto le mie lacrime e tutti i miei momenti no, li ha spesso levigati e poi me li ha restituiti con un sussurro ‘hai scelto o hai agito di cobseguenza quando gli altri hanno scelto, cosa devi perdonarti, di vivere?’
Non vado spesso al mare, pur vivendoci, il mare lo porto dentro, nei moti del mio cuore e nei respiri maestosi che faccio mentre continuo a camminare…
Il mare respira in me e sarà sempre il rifugio di quest’anima irrequieta che tanto amo e che non cambierei per nulla al mondo.
[©Yelena b.]

Manco dal mare da un po'

Non puoi mai sapere che posto ti riserva la gente

Non puoi mai sapere che posto ti riserva la gente: spesso ti mettono nella sezione ‘utile’, raramente in quella ‘speciale’: vorrebbe dire ammettere di saper amare quando invece è di gran lunga più semplice e meno doloroso usare e gettare chiunque dopo averlo scorrettamente utilizzato.
[©Yelena b.]

Non puoi mai sapere