Ascoltando Paul Stanley…

Mi ci sono voluti anni prima di riuscire a sentire di nuovo alcune canzoni, mi facevano stare male.

Mi prendeva una morsa tra lo stomaco e lo sterno, non riuscivo a respirare.

Se tu minimamente immaginassi quanto ti ho amato… ma tu eri impegnato ad essere un bastardo di razza, impegnato a non essere un Uomo, solo uno di quei tanti maschi che segnano tacche nel muro.

Ero il “mi manca scopare l’Amore”, il mio per te.

Chissà se conservi ancora il ricordo di questa stupida che è salita su un treno per te, alla cieca, rinnegando se stessa, i suoi principi, la sua vita.

Se mi senti la notte, quando ripercorro le scale di legno e mi infilo nel tuo letto. Mi senti sfiorarti le cicatrici tatuate?

No. Non senti ciò che non hai amato.

Mi sono scoperta addosso tatuaggi che non volevo, uno ce l’ho su una caviglia. Quando lo dico mi prendono per matta “Ma Ale, qui non c’è niente!!”

Non bisogna mica andare a farseli… la vita ci segna con nomi speciali che non pronuncerai mai più e che in silenzio leggerai là dove ti hanno ferita a morte.

Muoio spesso, ti tocco…

Ed è sempre un viaggio, da cui non torno.©Yelena b.

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