Rinchiuso in una canzone

Credo di averti rinchiuso in questa canzone e l’ho fatto per una ragione precisa, non l’abbiamo mai condivisa. Nelle altre c’eri troppo e non c’era posto anche per me, le altre non riuscivo più nemmeno ad ascoltarle tanto erano pregne… ma è finita, malamente lo so, eppure è svanita in un istante, così improvvisamente che mi sono chiesta se fossi davvero esistito. I segni rimasti me lo confermavano, ogni momento.
Ancora non ho capito cosa siamo stati, credo sia meglio per me non saperlo davvero, voglio continuare a cullarmi nell’idea che fosse amore.
Pochi centesimi del tuo cuore e ti sei comprato la mia vita. È ancora tua…
Buffo, vero?
[©Yelena b.]

Vittima predestinata

Vittima predestinata
d’un gioco pagliaccio
scelta tra mille perché trasparente come l’acqua di fonte
più ingenua e spontanea
volevi il suo sorriso
le hai chiesto carezze
ti ha ingoiato nell’anima
a te, dio meschino, non bastava
la tua miseria umana esigeva dolore
ti sei tenuto il trofeo
non lo tieni sul comodino
lo conti solo come un numero
ti è macchia nel cuore bugiardo
e un giorno diventerà squarcio
non lo potrai arginare
contenere
eludere
imploderai allora
e piangerai
il mio nome ti si rivelerà potente, terribile!
e ovunque io t’abbia piantato le dita,
in quei mille gesti di puro amore che ti ho regalato,
nasceranno spilli…
la tua dannazione
la mia vendetta
[Yelena b.]

Vittima predestinata

La vita è fatta di attese

La vita è fatta di attese, pause, sospensioni.
Molte cose arrivano.
Molte persone tornano.
Altre cambiano il binario e scelgono altri treni.
Siamo tutti una destinazione e una partenza, qualche rara volta diventiamo certezza.
[©Yelena b.]

La vita è fatta di attese

Consigli per senza cuore

Consigli per senza cuore

Quando vuoi uccidere qualcuno senza farlo morire davvero, offrigli falso amore, futuro inesistente e tante bugie, poi usa una canzone e stanne certo, riuscirai nel tuo intento.
“Per te lavoro gratis, Principessa”
Mi hai sparato al cuore.
Per anni sono stata uno zombie, mi sono curata le ferite in silenzio, lontano da tutti, imparando a stare sola… ho assaporato il dolore ogni istante, sopraffatta, annientata.
Mi hai uccisa ma non sono morta…
Sono risorta, rattoppata, rabberciata, logora, consunta, ma terribilmente più cinica e definitiva.
Non mi vendicherò, ma la vita si, un giorno ti busserà ricordandoti il mio nome e la mia faccia.
Lo so che lo farà, e tu preparati, avrai bisogno di qualcosa che non hai mai avuto
Lacrime vere.
[©Yelena b.]

Consigli per senza cuore

Dettagli di un tramonto

Dettagli di un tramonto
pensieri che si infrangono
ricordi che tornano

un nome

chissà a che indirizzo s’è trasferita la tua effimera felicità.
[©Yelena b.]
Dettagli di un tramonto

Le nuvole vanno assaggiate

Le nuvole vanno assaggiate d’impeto
un tuffo fra i ciuffi di panna di una immaginaria
succulentissima
torta di compleanno
un volo bambino
un delizioso boccone di cielo
[©Yelena b.]

Le nuvole vanno assaggiate

La guardava

La guardava.
Dallo specchio poteva vederlo bene mentre continuava a truccarsi: era appoggiato allo stipite della porta con la testa leggermente inclinata e le braccia conserte. In quei suoi occhi era difficile entrare, anche dopo anni, le risultava difficile interpretare quello sguardo enigmatico, nemmeno a mente fredda era mai riuscita a capire. Crederci o non crederci, lo aveva incontrato con lo slancio di una quindicenne, innamorata e illusa; quando ci si sbaglia tanto, ogni gesto, parola o carezza si travisa drammaticamente.
Magari a modo suo l’aveva amata, superficialmente, come una novità: la sua indole anticonformista e semplice, così diversa dalle altre donne che aveva avuto, lo aveva spinto a frequentarla.
Le aveva detto parole precise che, ad una certa età, non si dicono alla leggera e lei, già presa, aveva seriamente creduto a quelle promesse.
In quello sguardo aveva visto tenerezza e amore, si era sentita accarezzata in un modo inaspettato. Pensare che fosse stato solo una storiella di sesso, la feriva profondamente.
Lei non scopava, non lo aveva mai fatto. Il suo corpo complicato e la sua ben determinata idea di rapporto, glielo avevano sempre impedito, per cui si avvicinava a qualcuno solo quando il suo cuore si innamorava, o non se ne faceva proprio nulla.
Lui l’aveva stregata al primo sguardo, come in un vicolo cieco, non aveva trovato altra via d’uscita…
Certe cadute senza paracadute hanno lo stesso effetto dello schianto, le ossa rotte in un volo così non guariscono mai.
I ricordi erano sempre vividi e sempre vitali, la sua immagine nello specchio, la sua foga nel prenderla, il suo mortale bacio su una caviglia… ma più di tutto, il suo silenzio, prolungato, definitivo. Un futuro promesso mai avverato ed una felicità solo immaginata.
No. Guarire non è possibile, si evolve, non si vola più, non si crede più.
[©Yelena b.]

La guardava

Mi abbottono la tua immagine

Mi abbottono la tua immagine
come un cappotto logoro a cui non voglio rinunciare
non tiene caldo e non mi avvolge
ma io sono un testardo ulivo centenario
il tempo passa
quei segni, no.
[Yelena b.]

Mi abbottono

Mi piacciono le donne intelligenti

– Mi piacciono le donne intelligenti e tu sei molto più che intelligente, sei devastata. Una come te non si conquista facilmente, devo farti l’amore come se ti stessi facendo la guerra, un lungo assedio di gesti e presenze, dandoti tutto quello che t’è mancato. –
– Come parli bene! – gli rispose ironica
– Dovresti vedermi quando inizio a fare sul serio – replicò lui
Le afferrò un braccio e le fermò il mento ad un centimetro dalla sua bocca – E quando succede, ne vale sempre la pena –
Si chinò e la baciò.
[Yelena b.]

Mi piacciono le donne

Potrei ancora averti

Potrei ancora averti
figlio primogenito di una dolce amara illusione
una di quelle che sgattaiola fra i pensieri assonnati di notte, nel dormiveglia
Potrei ancora toccarti
lungo i bordi di un sogno ritrovato,
abbandonato in un angolo buio del cuore,
quando lo ripulisco dalla polvere di un passato quasi sfumato
Potrei ancora guardarti
seguendo la memoria
ripassando l’eco delle parole,
le stesse che forse ho creduto mi sussurrassi quando mi tenevi tra le braccia
e fingevi che ero tua
Potrei ancora
aspettare
in una insana, folle consapevolezza
di un fatuo ‘ti amo’ mai affiorato su quelle labbra di rosa avvelenate
Quel bacio così tenero che t’ho dedicato
è rimasto da qualche parte,
tra la tua pelle e una mancanza,
tra me e te
che non siamo mai stati davvero
tanto stretti
da tenerci.
[©Yelena b.]
Potrei ancora averti