Arresa

Dimmi dove resta il tuo cuore, la sera prima di dormire.

Resta sempre in un punto preciso, in un giorno preciso di un anno preciso.

È un vento che si alza, fa mulinello e sposta tutti i ricordi

Ti piace sfogliarli da quando non fanno più male, ti sembra di leggere un libro.

Sorridi, sembrano sempre felici, come i bimbi al parco, liberi di essere di nuovo.

Poi arriva il momento di riporli di nuovo, così li guardi salutarti e ritornare dentro il cuore, tanto a loro ti arrendi… ti arrendi sempre.[Yelena b.]

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Sarta mi piace ricamare anime

Sarta, mi piace ricamare anime

Mi piace ricamare la tristezza con l’oro fine del dolore

qualche volta ci appendo un cristallo di lacrima perché l’ago mi punge un ricordo!

Quel piccolo fazzoletto bianco si macchia, diventa più prezioso!

Lo stringo forte

lo so che sono stupida… Ma non amo dimenticare.[©Yelena b.]

 

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Balia

Non ho una pagina, ho un’anima.

Scrivo sulle sue pareti gli echi che ascolto quando le emozioni diventano troppo alte, quando tutto dentro diventa terremoto.

Credo in ciò che sento, traduco ciò che provo, plano sulle ferite e le seziono dall’alto.

Nessuno vede queste valli, solo i miei occhi.

Nessuno tocca le macerie, conta i silenzi o sente le crepe.

Non posso lenire né curare…

E allora mi limito a cullarmi con le parole,

sono la mia balia, la mia tata, l’unica che può entrare in questa povera anima…

È un bambino da accudire, così sconsiderato che corre lungo i sassi della vita sperando di giocare per sempre senza farsi più male.[Yelena b.]

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Fiumi

A volte butto fuori persone dalla mia vita, alcune in modo eclatante, altre in silenzio, per certe affido tutto al tempo.

Vi chiederete che cosa significhi affidare qualcuno al tempo. È molto semplice, basta interporre tra voi e loro uno spazio fatto di giorni, giorni in cui non le cercate, giorni in cui le dimenticate, giorni in cui pensate a voi stessi.

Accade sempre che i giorni si accumulino, uno sopra l’altro, come una catasta di foglie, una montagna di libri, un cumulo di detriti come quelli portati dai fiumi.

In un certo senso lo siamo, fiumi.

Nasciamo timidi, cercando una strada, ci ingrossiamo con le piogge e ci inaridiamo con il caldo, eppure continuiamo a raccogliere ciò che viene, ciò che si incontra, ciò che ci alimenta continuando la nostra scesa verso il mare.

Ogni nuovo incontro ha due poteri, arricchire o sporcare.

È inevitabile.

Oggi mi sento ibrida.

Un po’ pulita, un po’ sporca.

Ma non povera, il mio ruscello è torrentizio, travolgo tutto quando passo durante le piogge in inverno, ma mi secco sotto il sole cocente.

Del mio carattere non faccio lodi, non potrei, ma di una cosa sono sicura, lasciare gli ingombri lungo le mie rive mi fa bene.

Sono un fiume, che lascia al tempo lo scandire del mio fluire, ma non resto mai e non mi placo mai per chi non merita le mie acque.

Chi ha voglia resti, altrimenti qualsiasi punto per fermarsi e lasciarmi andare, va bene… buon viaggio![©Yelena b.]

Photo: web-all rights reserved
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Cartoline

Ti scrivo cartoline

Ogni volta che mi porti all’inferno

E poi mi riporto indietro

Salvando solo il poco che resta.

[Yelena b.]

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Estraneo



Non te l’ho chiesto io.

Non ti ho mai chiesto nulla.

Tu parlavi troppo, io sempre troppo poco.

Eppure le avevo, avevo almeno un miliardo di parole da dirti!

Non te le ho dette, mi son rimaste dentro ed hanno fermentato in poesia.

Potevo solo scriverle e lasciarle vagare sicure di bocca in bocca, lasciare che altri le rubassero o le facessero proprie.

Mi passano spesso, continuo a leggerle e ti sfioro.

Io sciocco saltimbanco in questo luogo in cui si dilatano le emozioni, ti ho tradito e rinnegato, meno di quanto meritassi.

Volevo ferire l’amore, sfidare quella gelosia, provocare la tua rabbia… Avere ancora i tuoi estremi per tenerli ancora, come miei e solo miei!

Credevo ci fosse quel sogno.

Pensavo lo fossi davvero, come dicevi.

Avvelenata dalle tue parole, amata a suon di bugie.

Tu le hai dimenticate o forse spacciate con altre invece a me son rimaste,

voce, eco, tarlo, dannazione.

Oltre a loro, vivo.

Oltre a loro, vado.

Se ci si dovesse rincontrare farò finta di non conoscerti…

Tanto è la verità, ti ho amato estraneo e non ti ho conosciuto mai.[Yelena b.]

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