Sono tutti figli miei

Mi sono seduta davanti l’armadio dei pensieri oggi.

È un grosso armadio a 6 ante che non vorrei mai aprire.

Non sembra un grosso armadio sapete? Dovrebbe esserlo, ha tanti cassetti e mille stampelle, dovrebbe anche essere ordinato, ma non lo è… tutto è messo alla rinfusa.

Mamma mi dice sempre che ero disordinata anche da piccola e con i ricordi lo sono anche di più.

Non esiste ordine in certe cose.

Le ante spesso si aprono di botto, volano voci, parole, gesti, dolore.

Vorrei rimetterli nell’armadio ma non si può, loro sono bambini disobbedienti che corrono per le stanze della mia vita.

Anche se mi hanno fatto piangere sono tutti figli miei e del mio amore.

Li lascio giocare e togliermi il fiato fino a che non si addormentano… allora ad uno ad uno li prendo in braccio, non importa quanto mi abbiano fatto male, li rimetto nei cassetti della memoria.

Chiudo e sopravvivo.[Yelena b.]

briciole

Mi sei

Mi sei, tu.

Mi sei e non posso farci niente.

Forse un pezzo importante o solo una ciocca di capelli, non importa.

Un unghia o un braccio,

Un piede o una gamba.

Ma il cuore no,

Al cuore non sei

Nel cuore ci sei, sa solo di te.[Yelena b.]

amore

 

 

La notte più lunga

A volte vorrei portare qualcuno a fondo con me,

vorrei fargli vivere le notti in cui ho creduto di morire di paura

vorrei legarlo con i pensieri più scuri che ho avuto…

per vedere

vedere se anche lui come me

avrebbe contato le sfumature del buio

Mentre le sue ossa si sgretolavano

Accartocciate da un fitto dolore…

Sarebbe caduto in ginocchio come me?

Sarebbe stato capace di guardarsi mentre il dolore esplodeva tra le rughe e ne prendeva possesso?

Sarebbe stato capace di raccogliersi e ricomporsi come se niente fosse successo?

A volte vorrei prendere per mano qualcuno…

Per portarlo con me… indietro

vorrei riuscire a riprendere quel po’ di speranza che avevo tra le dita la notte in cui me l’hai portata via…[Yelena b.]

grido

 

“Ti ho amato”

La tela tessuta di un mosaico di pelle
e io che mi sento Penelope nella tua assenza
Imbozzolata nei ricordi sempre lucidi
Ripassati a memoria
Mia anima menestrella che osi ancora cantare perché non smetti?
E lei risponde con uno dei suoi soliti silenzi poi si gira e ricomincia
Io lo so che si tocca quella spina conficcata nel suo fianco…
La cruda realtà non fa male tanto quanto la crudeltà del suo falso
“ti ho amato”.[©Yelena b.]

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Lui è il mio brindisi

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Lui è il mio bicchiere di vino, quel brindisi che faccio alla luna tutte le sere.

Lo degusto lenta, come si fa con un veleno quando si vuole sfidare la Morte…

Il tempo si dilata come in un sogno senza inizio e senza fine, un limbo distorto di ricordi annacquati…

E quando arrivo all’ultimo sorso,

ubriaca di nostalgia,

alzo il bicchiere al cielo e nel buio

io lo saluto…

Il cuore accelera e poi tace per un secondo.

Anche stasera sopravvivo…

anche stasera un pezzetto di me è morto

Cin cin.[Yelena b.]

Furastica dolcezza

Amo di me la ruvidezza,

la drammatica trasparenza che diventa orgoglio.

Amo in me la bambina di 5 anni che si imbroncia dicendo “con te non ci parlo più” e sparisce senza voltarsi un’altra volta

Amo di me questo mio essere spocchiosa, insopportabile perché i complimenti che regalo siano sempre autentici e mai falsati

Amo di me questa mia furastica dolcezza nella quale nessuno trova spazio se non vuole restare

Poiché regalo poche caramelle e son capace di trasformarle in veleno in qualsiasi momento…

se cade una maschera

Smetto di giocare.[©Yelena b]

faccinotriste

Parrucco

Metto in mostra le mie cose

Alla mercè delle regine

Che sfoggiano corone sfavillanti

Nei loro boudoir

Nei loro baldacchini

Nelle regge

O nel gregge…!

Prima o poi dei luccichii

Del trucco e del parrucco

Dovrete disfarvi

Di notte

Di nascosto!

Io non nascondo i miei piedi

Buffi e semplici

Lasciano impronte e coriandoli

Pensieri, parole, opere

Senza omissioni

I brividi della terra mi appartengono

Ogni orma una poesia!

E dentro ogni poesia, chi ha camminato con me

Dentro di me![piedi1©Yelena b.]

Bacio

Un sapore che si assesta e fermenta

È in bocca l’inizio delle cose

Come una pozione

Che diventa magia.

In un assaggio.[Yelena b.]