Vorrei poter tenere tutti

Vorrei poter tenere tutti
ma proprio tutti i miei ricordi
ma temo che siano come le nuvole nel cielo
mutano
e il tempo cambia loro forma
Fino a sbiadire
altrove…
A me non resta che benedire il vento
[Yelena b.]

(Guardando le grosse nuvole nel cielo scuro mentre il vento se le porta via…)

vorrei poter tenere

Raccontare storie forse inventate

Raccontare storie
forse inventate o forse no
Sgranare i sentimenti
come melograni maturi
sporcarsi di ricordi e di tremori
segni che conosci a memoria
Salire sul filo instabile del cuore
e lasciarsi dondolare sopra l’abisso dell’anima
c’è tanto dolore ma non male
un giorno la speranza tornerà
[Yelena b.]

raccontare storie

Mi siederei vicino a te

Mi siederei vicino a te se me lo chiedessi
ancora una volta
Farei come ho sempre fatto,
Tremando d’emozione, ripeterei gli stessi identici gesti
Calpestando gli stessi identici passi
coglierei ciliege,
Respirerei il profumo del tuo mondo,
Ripasserei il tuo silenzioso alfabeto
Ti stupiresti vedendo quanti dettagli io ricordi
cose che tu stesso hai dimenticato di te

Mi siederei vicino a te, se me lo chiedessi
se fosse ancora possibile
ma il posto che credevo fosse mio, tu lo hai mille volte ipotecato in cambio di chissà quali saltimbanchi

Mi siederei vicino a te, se me lo chiedessi,
Solo per dirti
… ridammi il cuore.
[Yelena b.]

mi siederei vicino

Per te non ha scritto poesie

Per te non ha scritto poesie
e nemmeno te ne ha fatte vivere
a te ha dedicato canzoni
che aveva già dedicato ad altre
a te ha aperto la porta di casa sua
mentre fuori scopava con chiunque
A te diceva per sempre mentre ti metteva sul treno che ti portava via, alle altre dava appuntamento quando tu gli scrivevi ‘buonanotte’ sul lembo del vostro domani
A te ha raccontato le cicatrici, solo per illuderti che c’era di più
Ti ha iniettato un veleno terrificante
sottile e spietato
era amore malato
Un cancro che non si può curare
ti lascia in vita a guardare
In cosa ti ha trasformato
quella sua piccola bugia
[Yelena b.]

per te non ha scritto poesie

Non ci si rassegna mai ad essere stata una delle tante

Non ci si rassegna mai ad essere stata ‘una delle tante’, un segno sulla lavagna, un numero su una rubrica.
Non si accetta mai di essere state solo l’ennesimo appuntamento andato a segno.
Eppure si sa, come per le leggi economiche, anche l’amore è diventato una politica soggetta alla domanda e all’offerta: non sei più un sorriso da conquistare, una cicatrice da accarezzare… sei solo un target da colpire e affondare.
Siamo navi in questo globale gioco di battaglia navale, ti minano a caso nei tuoi punti deboli e tu cadi, affogando.
Mi chiedono come mai non abbia più voglia di vivere una nuova storia, come io faccia a stare da sola restando allegra e sorridente.
È facile, molto più facile di quanto crediate, basta amare se stessi oltre ogni cosa. Imparare che le cadute non sono negative, ogni volta che cadi la prospettiva cambia, impari a combattere dal basso, tirando fuori la grinta. Ti rialzi. E ti resta, la grinta e la rabbia restano per aiutarti a non essere più un segno: hai un nome e una identità, non sei più scopabile, sei una belva. Poco importa se non trovi un’altra belva come te, di certo non ti farai contare, ma conterai. Sarai quella a cui non si arriva e si può solo guardare da lontano, come il frutto più grosso e più in alto. Chi vorrà arrivarci, dovrà faticare.
Ti diranno che sei brutta, non appetibile, vecchia, strana, asociale, antipatica, acida… senza nemmeno conoscerti e nessuno ti considererà.
Nessuno, nessuno?
Fantastico, voi non lo immaginate ma io mi basto.
Vivo. Bene.
Sorrido, non vedete?
[Yelena b.]

non ci si rassegna mai

Per le cose che non dico

Per le cose che non dico ho uno scrigno speciale fatto di nastri di seta e carta argentata…
Come i regali migliori va scartato nel buio, quando tutti dormono, quando dormi anche tu, così posso sussurrarle alla luna e al cielo, e farle diventare piccole stelle filanti dedicate a nessuno.
Meteore invisibili per esprimere desideri indicibili…
Una volta ti ho implorato di restare
e mi è sembrato di morire
Ah chissà come sarebbe stato
se mi avessi amato solo un po’…
solo un po’.
[Yelena b.]

per le cose che