Mai assuefatta a questo mucchio di parole informi

Mai assuefatta a questo mucchio di parole informi
Mai soggiogata dalle mode o dal comune pensare
Mai avvezza agli schieramenti per comodo
Mai schiava e mai dominante
questi giochi tra lupi
io
sola
mi sfilo lo scheletro
lasciandolo appeso
come un seme dal mazzo, un tarocco funesto
e voi che mi guardate
non capite
quanto l’anima mia resti
comunque in piedi
fiera dei suoi
semplici
miseri
versi. [Yelena b.]

mai assuefatta

Spacciatori di parole beate maschere

Spacciatori di parole

Più mi imbatto negli spacciatori di parole, meno poesia leggo nei loro scritti.

Si può imparare a scrivere poesie stilisticamente perfette e mai sbavate e poi farle sfilare in passerella come le modelle anoressiche, si può anche commentarne la metrica, la struttura, il taglio, esaltadone la composizione armoniosa…

Si per carità, bravi non c’è che dire… ma alla fine, dopo aver letto senza sentirne l’odore, il sapore e senza che esse ti abbiano creato una precisa immagine nella testa, cosa resta? Alla fine che volevate dire, insinuare, intendere? Il succo, la morale, il messaggio qual è?

Se faccio fatica a capire ciò che trasmettete, sono io ignorante che mi perdo tra lo stile, la metrica e le parole ammucchiate a far massa o semplicemente siete voi che dentro non ci avete messo nulla, troppo attenti alla perfezione?

È molto semplice sfornare poesie così, si può costruirne pile e pile e stamparne anche sui muri.

Ho sempre pensato che solo l’emozione fa nascere una poesia. Solo un forte sentimento matura le parole e le fa sbocciare come un fiore dai petali magnifici, non nasce dallo sfogliare un vocabolario.

Una poesia il cui contenuto è frutto solamente di un’abile e oculata scelta di parole, lascia solo il mucchio di parole a cui non puoi dare significato e di cui non arrivi a gustare il brivido, perché non te lo trasmette.

Preferisco creare un’immagine con le parole che scrivo, raccontare a chi legge un dolore o una gioia come fossero precisi sottotitoli ai miei pensieri.

Tutta questa falsa poetica oculata esternazione la lascio a voi, beate maschere. [Yelena b.]

spacciatori di parole

Con due rime di sutura

Con due rime di sutura
tolgo il cuore
lo rimpasto dove serve
un po’ più giù
un po’ più a destra
o forse a sinistra
che peccato
non c’è posto!
mi invento un nuovo inganno
una nuova legge che viga da subito
nessuna deroga
nessun comma
l’amor che viene con le labbra tinte di bugia
venga condannato a restar sotto le ginocchia senza passare dallo sterno
ma cacciato
via prima d’esser digerito.
[Yelena b.]

con due rime

Portami

Portami le tue dita stanche
non importa quando
Nel patio dei miei ricordi c’è posto anche per loro
L’aria è sempre tiepida anche quando si sente il rimbrotto degli alberi e in lontananza ci saluta il temporale
Portami quei tuoi ‘non fa niente’
tutti quelli che hai detto e anche quelli che dirai
ho un angolo di giardino dove piantarli
è il posto perfetto per metterli
resteremo in silenzio ad aspettare che sboccino
qualcuno diventerà un ciliegio ne sono sicura
portami tutto quello che pensi sia sbagliato
questo è il luogo giusto
… per noi tanto diversi. [Yelena b.]

portami

Sussurra il passato torna

Sussurra
il passato alita
torna
mi si vede
spesso si siede e ride
mi seduce sempre quel sorriso farabutto
si fuma i miei giorni
mentre mi porta fiori
così sfacciatamente secchi e squallidi
sussurra
ride
mi si vede
il passato mi ha vestito
tagliato
cucito
alla rinfusa
non so quali son i miei piedi
quale il mio domani
ride
mi pasticcia l’anima d’un colore buio
che regalo la sera in silenzio
ad quel nessuno che verrà.[Yelena b.]

sussurra il passato